Presto in Italia verrà introdotta la Nutrinform Battery, un logo nutrizionale "finalizzato a rendere più facilmente leggibili da parte dei consumatori le informazioni nutrizionali degli alimenti": è quello che riporta una nota dal Ministero delle politiche agricole. La nuova etichettatura sarà facoltativa per le aziende alimentari che potranno volontariamente scegliere se adottare sulla parte frontale delle confezioni questi nuovi parametri. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Come una batteria con i consumi energetici

Avete presente le etichette delle prestazioni energetiche degli elettrodomestici? La nuova etichettatura sarà molto simile. Una batteria calcola il valore nutrizionale di un alimento e lo valuta grazie a una scala colorata a 5 scalini che va da verde (A) a rosso (E).

All'interno del conteggio vengono inclusi i livelli di energia del prodotto riferiti su 100 grammi. Un elevato contenuto di zuccheri, grassi, acidi grassi saturi e sale comporta dei punti di "penalità" mentre un'elevata percentuale di frutta e verdura fresca o frutta secca porta dei punti "bonus". Nel conteggio non saranno presi in considerazione i sali minerali, le vitamine e gli acidi grassi insaturi.

Nel logo delle etichette alimentari sono riportate la quantità di energia (espressa in Joule e in calorie), grassi, grassi saturi, zuccheri e sale (espressi in grammi) presenti in una singola porzione di un determinato alimento.

In base al calcolo complessivo si ottiene una delle cinque lettere su sfondo colorato (A/verde scuro, B/verde chiaro, C/giallo, D/arancio, E/rosso).

Le lettere A e B indicano prodotti che contengono elementi nutritivi vantaggiosi, la lettera C è neutra mentre le lettere D e E sono prodotti meno consigliabili. Questa etichetta rende possibile un immediato riscontro sul profilo nutrizionale anche all'interno delle stesse categorie di alimenti. Tra un pacco di biscotti e l'altro ad esempio sarà possibile capire immediatamente, tramite lettere e colori, quali siano i più salutari e i meno salutari.

L'obiettivo è di sensibilizzare le persone a un'alimentazione più sana e rendere il consumatore maggiormente consapevole di ciò che mangia. Un'operazione simile fu imposta diversi anni fa al McDonald's e via via a tutte le grandi catene di fast food sia negli Stati Uniti sia in Europa. Sulle confezioni di panini, patatine e quant'altro c'è infatti impresso il numero di calorie che contiene quell'alimento: stando a diverse ricerche le persone con il tempo hanno cominciato a preferire piatti più salutari. Si spera che lo stesso risultato lo si ottenga con questa novità e che più aziende possibile applichino volontariamente la nuova etichettatura.

Il ministro Bellanova, in una nota del suo Ministero, ha spiegato che "ora ci aspettiamo che il nostro sistema venga opportunamente valutato dall'Europa dal punto di vista scientifico, in quanto esperienza nazionale. La dieta e il benessere alimentare sono concetti molto più complessi di un algoritmo – ha continuato Bellanova – e ancora una volta voglio ribadire un concetto per me fondamentale: i consumatori hanno diritto a essere informati correttamente e le nostre eccellenze alimentari non possono essere penalizzate da semafori. La promozione di stili alimentari sani richiede un approccio multidisciplinare, incentrato sul concetto di ‘dieta salutare'.  Il NutrInform è la nostra alternativa al Nutriscore, ma è di gran lunga migliore. Non è penalizzante, non dà patenti di buono o cattivo: informa".

Da questa nuova etichettatura, che ricordiamo essere facoltativa, sono esclusi gli alimenti confezionati in imballaggi o recipienti la cui superficie maggiore misuri meno di 25 cm² e i prodotti DOP, IGP e STG di cui al regolamento (UE) n. 1151/2012, in ragione del rischio che l'apposizione di ulteriori loghi impedisca al consumatore di riconoscere il marchio di qualità.

Le differenze tra l'etichetta francese e italiana

Il riferimento delle parole della ministra va al sistema francese. In Francia, infatti, questo parametro si chiama Nutri-Score ed è stato sviluppato da ricercatori specializzati in nutrizione e sanità pubblica dell’Università Paris 13 e dall'Inra, il corrispettivo del nostro Istituto Superiore di Sanità. L'obiettivo è duplice: aiutare i consumatori a giudicare la qualità degli alimenti e spingere gli industriali a riformulare la composizione nutrizionale degli alimenti.

Questo sistema ha basi scientifiche solidissime e già dimostrate con oltre 40 studi pubblicati da prestigiose riviste mediche. Gli studi hanno dimostrato l’efficacia nell’aiutare i consumatori a orientare le scelte verso alimenti più favorevoli alla salute.

Esattamente come quello italiano anche il Nutriscore combina colori e lettere ma, a differenza di quello approvato dalla Bellanova, incide molto di più sulla produzione perché "giudica" i prodotti stessi. In pratica, anziché informare il consumatore che poi è libero di scegliere ciò che meglio crede, questo sistema pre-seleziona a monte le cose buone e le cose meno buone. Sul pacco ci sono le lettere e i colori, non i dati espressi chiaramente come nel Nutrinform italiano. Da qui la critica del Ministero delle politiche agricole a chi voleva copiare il Nutriscore in Italia, optando per un nuovo e più chiaro sistema.