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7 Ottobre 2026 17:15

“Niente più carne di maiale nelle mense”: ma le cose non stanno proprio così

Dopo le polemiche di Fratelli d'Italia e Lega, Comune e Ausl chiariscono perché coppa, lonza e prosciutto cotto sono usciti dal menu: sicurezza, gradimento e rotazione stagionale.

A cura di Lorenzo Napolitano
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A Piacenza, nel nuovo menu delle mense scolastiche, non ci sono più coppa, lonza e prosciutto cotto. Questi grandi esclusi rientrano tutti nel novero della carne di maiale, cosa che per qualcuno non può essere soltanto frutto del caso: Fratelli d'Italia e Lega hanno subito puntato il dito, sostenendo che questa scelta sia stata dettata dalle esigenze delle famiglie di fede musulmana, che non mangiano carne suina. La realtà, però, è molto meno lineare: il Comune e l'Ausl hanno fatto chiarezza sulla questione, provando a spegnere una discussione che – per loro – è stata costruita in mala fede.

Niente più carne di maiale nelle mense? Le critiche di Fratelli d'Italia e Lega

La prima a sollevare il caso è stata Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale, che ha fatto notare come coppa, lonza e prosciutto cotto, presenti nel menu dell'anno scorso, non compaiano più in quello nuovo. Soresi non crede che la spiegazione sia di natura nutrizionale: la stessa giustificazione, ricorda, era stata data due anni fa a Lodi in un caso analogo, e a suo avviso sarebbe difficile spiegare perché a sparire siano stati solo prodotti a base di maiale. Secondo la consigliera, dietro la scelta ci sarebbe la volontà di tenere conto delle esigenze religiose di una parte degli utenti, visto che da anni dalle mense arrivano segnalazioni di bambini di fede musulmana che non mangiano questi alimenti e, in alcuni casi, preferiscono evitare qualsiasi contatto con la carne suina. Da qui la sua preoccupazione di fondo: che, in nome dell'inclusione, si finisca per rinunciare un po' alla volta a pezzi della propria tradizione.

Sulla stessa linea si muove la senatrice piacentina della Lega Elena Murelli, contraria alla decisione perché impoverisce l'offerta alimentare e cancella prodotti legati alla cultura del territorio. A sostenere queste perplessità è un principio ripetuto più volte: rispettare tutti non deve significare togliere a tutti, perché per esigenze religiose o di salute esistono già menu alternativi che funzionano.

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Nessuna "islamizzazione": i motivi che hanno portato a escludere coppa, lonza e prosciutto cotto

Queste novità saranno introdotte dal 19 ottobre per la mensa autunno-inverno, ma l'Ausl ha spiegato che la realtà dei fatti è ben diversa da come viene ricostruita sul campo politico. Si tratta di tre decisioni distinte e maturate in modo indipendente, che nascono – come spiega il direttore del dipartimento di sanità pubblica Marco Maserati – dall'applicazione delle indicazioni nutrizionali e dall'esperienza concreta acquisita nelle mense scolastiche di nidi, scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado.

L'uscita della coppa nasce dalle preoccupazioni espresse da alcuni insegnanti della scuola primaria Mazzini, che avevano segnalato possibili rischi di soffocamento. L'assessore comunale Mario Dadato, intervistato da Piacenza24, ha parlato anche di un episodio in cui un bambino avrebbe rischiato di soffocare ingerendo una fetta di salume. È dunque un tema di sicurezza, non di gusto né di religione. La lonza, invece, è semplicemente un piatto da ripensare, dato che le dietiste dell'Ausl hanno osservato che non era particolarmente apprezzata e spesso restava nei piatti; una situazione, quindi, che contribuiva anche ad alimentare la macchina dello spreco. L'azienda sanitaria per sostituire la lonza sta valutando di proporre preparazioni alternative, come scaloppine di maiale battute, confutando l'ipotesi di una demonizzazione di questo tipo di carne.

Resta il prosciutto cotto, la cui uscita è la più semplice da spiegare. Fino a ottobre compariva una volta al mese come piatto freddo, e nel menu autunno-inverno è stato sostituito da un secondo piatto caldo, come accade normalmente con il cambio di stagione. Si tratta di rotazione degli alimenti, e l'Ausl precisa che un suo reinserimento nei menu successivi non è escluso. Ma nella ristorazione scolastica il consumo di salumi è comunque da contenere, in linea con le raccomandazioni nutrizionali. In conclusione, non c'è stata alcuna mossa in favore di una fetta di utenza a discapito di un'altra. Il menu proposto resta comunque flessibile e aperto a modifiche, con la concreta possibilità di reintrodurre alcuni prodotti nelle prossime rotazioni, a partire dal prosciutto cotto e da ricette alternative a base di lonza.

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