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24 Gennaio 2026 13:00

Malva, la pianta sacra dei Greci: benefici, utilizzi e controindicazioni

Pianta dalle grandi proprietà, ritenuta sacra tra gli antichi Greci per i suoi molteplici benefici, la malva è ancora una delle piante selvatiche più preziose per il tuo benessere. Come sfruttarla al meglio nel quotidiano? Ecco a cosa fa bene e come usarla per avvalerti di tutti i suoi benefici.

A cura di Martina De Angelis
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Tra le molte piante aromatiche e officinali che la natura mette a nostra disposizione la malva è una delle più preziose. Tipica delle regioni temperate dell’Europa meridionale, dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale, “malva” è un nome generico per indicare la grande famiglia delle Malvaceae, che conta 240 generi e più di 4200 specie: la più comune, quella che intendiamo di solito quando parliamo di “malva”, è la Malva Sylvestris.

Questo specifico tipo di malva è particolarmente diffuso nell’area mediterranea, sia come pianta spontanea facile da trovare nelle campagne, sia come coltivazione negli orti, poiché non necessita di molte cure: è facilmente riconoscibile per il fusto alto ed eretto e per i fiori di colore rosaceo e viola con cinque petali.

Tra i rimedi naturali utilizzati per il benessere, la malva è sicuramente tra i più celebri, tanto che era usata come rimedio officinale fin dall’antichità, come raccontano diverse testimonianze storiche: in alcuni resti archeologici rinvenuti in Siria sono state trovate tracce di semi di malva risalenti a 3000 anni prima di Cristo, Pitagora (V sec a.C.) la considerava così potente da essere sacra, Cicerone (I sec a.C.) pare la consumasse quotidianamente in insalata, Marziale (I sec. d.C.) la usava per calmare i postumi delle sue “notti brave”.

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Altre testimonianze della malva usata come rimedio officinale si trovano anche nei testi di erboristeria a partire dal Medioevo e ancora nel XVI secolo, ma è molto presente anche nella medicina tradizionale. Questa alta considerazione della malva nel corso dei secoli non è casuale: è una delle piante più importanti nella fitofarmacia, dalle numerose proprietà espettoranti, antinfiammatorie, lenitive e antibatteriche. Impiegata come tisana, la malva è anche un ottimo ingrediente in cucina e un cosmetico naturale molto benefico: vediamo tutti i suoi benefici, gli impieghi e le poche controindicazioni.

Proprietà e benefici della malva

Il nome “malva” già la dice lunga sulle proprietà di questa piccola pianta dai grandi poteri medicinali: il nome deriva dal latino molle e dal greco malakos, che vogliono dire calmante, emolliente. Nei fiori e nelle foglie della pianta si trovano i principali principi attivi che rendono la malva così preziosa: entrambi sono ricchi di sali minerali (soprattutto potassio e calcio), di vitamine (soprattutto A, C, E, B), flavonoidi, tannini e sostanze antiossidanti, ma soprattutto contengono una ricca dose di mucillagini, le principali responsabili della funzione di antinfiammatorio naturale della malva. Con pochissime calorie, soprattutto se assunta come tisana, la malva è un vero toccasana da inserire nelle tue abitudini alimentari: ecco tutti i benefici che puoi trarne.

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1. Antinfiammatorio naturale

La funzione principale per cui la malva è conosciuta fin dall’antichità è quella di essere un antinfiammatorio naturale. Grazie alla ricchezza di tannini, flavonoidi e mucillagini, la malva è particolarmente indicata per le mucose grazie alla sua capacità di assorbire umidità dai tessuti infiammati, ha un effetto antiossidante ed emolliente perfetto per alleviare tosse e mal di gola, su cui svolge un'azione lenitiva ed espettorante, risultando utile in caso di cistiti, ulcere e irritazioni cutanee.

2. Potere lassativo e depurativo

Le mucillagini danno alla malva anche un potere lassativo delicato perché favoriscono il transito intestinale e, proprio per questo, la pianta viene spesso prescritta per combattere stipsi occasionale e intestino sensibile. La malva ha anche un forte effetto depurativo e diuretico, aiuta a eliminare le tossine e svolge un effetto idratante; inoltre è anche un valido lenitivo in caso di gastrite e reflusso gastroesofageo perché protegge i tessuti dello stomaco dall'azione degli acidi gastrici.

3. Aiuto per la salute degli occhi

Le proprietà lenitive, idratanti, antinfiammatorie e decongestionanti e la ricchezza di mucillagine rendono la malva utilissima per la salute degli occhi, soprattutto quando si tratta di trattare irritazioni, combattere secchezza, arrossamenti e stanchezza oculare e per alleviare i sintomi della congiuntivite. Si usa principalmente sotto forma di colliri o gocce per gli occhi, ma puoi utilizzarla con un infuso freddo o tiepido da applicare sugli occhi con batuffoli di cotone.

4. Utile per la cura della pelle

La malva trova ampio impiego nei prodotti cosmetici dedicati alla cura della pelle: ha un effetto rinfrescante, balsamico e cicatrizzante, motivo per cui è spesso presente in realizzare saponi e detergenti naturali, ma anche in creme utili in caso di scottature e dermatosi, oppure di prodotti mirati a migliorare la struttura della pelle, perché favorisce la rigenerazione delle cellule e l’elasticità della pelle grazie alle sue proprietà antiossidanti che contrastano i radicali liberi.

Le controindicazioni della malva

Tra tutte le piante officinali la malva è una di quelle che presenta meno controindicazioni, ma in ogni caso è bene non abusarne: non dovresti bere più di tre tazze di infuso al giorno perché il consumo in eccesso potrebbe scatenare effetti negativi soprattutto dal punto di vista intestinale, provocando diarrea e nausea. Molto rare le reazioni allergiche, a meno che non si tratti di specifiche intolleranze ai componenti della pianta, la malva è piuttosto sicura ma, se segui particolari terapie farmacologiche, è meglio consultare il tuo medico: le mucillagini e alcuni principi attivi, infatti, potrebbero provocare problemi di malassorbimento di medicinali e altri integratori assunti in contemporanea.

Come usare la malva

L’impiego più comune di foglie e fiori di malva è la preparazione di tisane emollienti, facilmente disponibili anche nella grande distribuzione in pratiche bustine, da immergere in acqua bollente per ottenere in pochi minuti un’ottima bevanda calda; è consigliabile bere gli infusi di malva al naturale, senza aggiungere zucchero o dolcificanti, approfittando del suo gusto delicato. Non è raro trovare i fiori di malva abbinati a liquirizia, limone, zenzero, ingredienti che potenziano gli effetti positivi dell’infuso e ne arricchiscono il profumo. Con foglie e fiori di malva si possono anche preparare infusi e decotti utili per alleviare problematiche legate a infiammazioni oculari o della pelle, da applicare nel punto in questione utilizzando del cotone.

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Meno noto, invece, l’utilizzo alimentare della malva, che in realtà è anche un ottimo ingrediente: parliamo di una pianta non tossica che puoi usare sia cotta che cruda nella sua interezza. Le foglie di malva hanno un piacevole gusto dolciastro ideale per essere usate a crudo per arricchire l’insalata, mentre cotte (di solito si lessano) sono perfette per impreziosire farce per pasta ripiena, zuppe, frittate e minestre. Anche i fiori di malva sono commestibili, ma si utilizzano più che altro crudi per aggiungere un tocco di colore e delicatezza ai piatti.

Come usare la malva e le quantità

L’impiego più comune di foglie e fiori di malva, come dicevamo, è la preparazione di tisane emollienti: si utilizzano 1 – 2 grammi di malva secca (circa 1 cucchiaio raso) in 200 – 250 ml di acqua bollente, lasciando in infusione 10 – 15 minuti; l’infuso va bevuto preferibilmente al naturale, fino a un massimo di 2 – 3 tazze al giorno, senza eccedere per evitare possibili effetti indesiderati come diarrea o nausea.

In commercio sono disponibili bustine monodose da 1,5 – 2 grammi, talvolta abbinate a liquirizia, limone o zenzero. Foglie e fiori possono essere impiegati anche per uso esterno, preparando un infuso più concentrato (2–3 grammi in 200 ml di acqua), da filtrare accuratamente e utilizzare freddo o tiepido per impacchi oculari o cutanei con cotone o garze sterili; in alternativa si può preparare un decotto con 3- 5 grammi in 250 ml di acqua, facendo sobbollire per 5 minuti. La malva è inoltre commestibile: le foglie crude (circa 10 – 20 grammi) arricchiscono le insalate, mentre cotte (50 – 100 grammi a persona) sono adatte a zuppe, frittate e ripieni; anche i fiori sono edibili e si usano soprattutto crudi (5 – 10 per piatto) come elemento decorativo. È consigliabile assumere la malva lontano da farmaci o integratori (1 – 2 ore), poiché le mucillagini possono ridurne l’assorbimento.

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