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Allevamenti più sostenibili per le specie di maggior interesse commerciale come spigole e orate. Questo il progetto Perilbio firmato da Crea che, entro la fine dell’anno, realizzerà un sistema con l'obiettivo di rivoluzionare l’allevamento dei pesci in mare. Gabbie di rame al posto del nylon per avere un minore impatto ambientale, l’utilizzo di materiali ecologici e innovativi che aiutino il pianeta e facilitino la gestione degli animali: tutto il progetto è in fase sperimentale e le gabbie di rame verranno installate all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, stando a quanto scrive l’Ansa.

Perché il rame? Perché possiede un’attività antibatterica che elimina la colonizzazione degli organismi incrostanti in modo naturale. Questo meccanismo riduce le operazioni di manutenzione delle gabbie e aumenta l’ossigenazione dell’acqua migliorando la qualità della vita dei pesci. Il rame è un materiale molto resistente, in grado di reggere alle pressioni degli animali e può essere totalmente riciclato mantenendo inalterate le caratteristiche fisiche.

Costi e benefici dei nuovi allevamenti

La sperimentazione e le gabbie stesse hanno dei costi decisamente elevati. I nuovi recinti costano il triplo rispetto alle reti in nylon ma la sperimentazione in Toscana vuole far toccare con mano i vantaggi di questa novità.

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Gli allevamenti classici sono costretti a sostituire e smaltire le reti di nylon ogni due anni, con il rame questo non accade, portando ad un risparmio sul lungo termine. Inoltre, come testimoniano gli operatori di settore in Scandinavia e Sud America, dove questo stile è già attuato, il monitoraggio costante porta grandi vantaggi. Le gabbie in rame infatti saranno dotate di numerose sonde in grado di tenere sott’occhio tutti i parametri chimico-fisici dell'acqua e le condizioni meteo-marine della zona tramite una semplice app installata sul telefonino.