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17 Settembre 2026 16:00

La tradizione del pesciolino di ferro contro l’anemia: cos’è il Lucky Iron Fish

Hai mai sentito parlare del “pesciolino di ferro fortunato”? È una singolare invenzione di un medico canadese nata per combattere l’anemia in Cambogia: secondo lo scienziato, immerso nell'acqua con cui si preparano i cibi permette di soddisfare il 75% del fabbisogno giornaliero di ferro. Ma la scienza è d’accordo? Scopriamolo.

A cura di Martina De Angelis
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A vederlo così sembra uno strano oggetto di design, mai diresti che promette di risolvere un problema che affligge milioni di persone in tutto il mondo. Eppure è quello che afferma il suo creatore, il medico canadese Christopher Charles: questo piccolo pezzo di ferro a forma di pesce, noto come Lucky Iron Fish, è stato inventato negli anni 2000 con l’intento di sopperire alla della carenza di ferro nel sangue. Il medico-inventore ha avuto l’idea pensando in particolare alla situazione in Cambogia, dove a causa di una dieta povera di micronutrienti circa il 44% della popolazione soffre di anemia sideropenica da carenza di ferro. Ed è proprio nello stato del Sud-est asiatico che si è strutturata una piccola azienda che ha come obiettivo quello di produrre e commercializzare questo simpatico pesce. Ma questo pesciolino di ferro portafortuna davvero è in grado di combattere l’anemia e di soddisfare il fabbisogno di ferro giornaliero? Secondo il suo inventore sì, ma la scienza non è del tutto d’accordo.

Lucky Iron Fish: un pesciolino di ferro per combattere l’anemia

Il Lucky Iron Fish è un pezzo di ferro modellato a forma di pesce, ideato nel 2008 dall'allora ricercatore Christopher Charles durante il suo dottorato in Cambogia, per combattere l'elevata diffusione dell'anemia da carenza di ferro. La carenza di ferro, infatti,  è il disturbo nutrizionale più diffuso in Cambogia, che colpisce il 44% della popolazione, in particolare le donne e i bambini. Da qui l’idea: se il cibo non basta per sopperire al bisogno di ferro della popolazione, perché non usare del vero e proprio ferro da “infondere” nel cibo? All'inizio usava pezzi di ferro rettangolari o rotondi, ma erano stati completamente rigettati dalle comunità rurali la popolazione locale non li usava in cucina. Per far breccia nei loro cuori (e nelle loro abitudini) è stata allora scelta la forma del pesce, simbolo di salute e di prosperità. Lo stratagemma ha funzionato, tanto che nel 2012 l'imprenditore canadese Gavin Armstrong ha fondato l'azienda per produrre e distribuire il dispositivo su larga scala.

Ma come funziona esattamente il Lucky Iron Fish? Il pesciolino di ferro, lungo 7,6 cm e del peso di circa 200 grammi, va pulito per bene e immerso nell'acqua in cui viene preparato il pasto (che in Cambogia è costituito in gran parte da zuppe e affini). Lasciando il pesce in ebollizione per almeno 10 minuti, possibilmente con qualche goccia di un ingrediente acido, si permette all'acqua di assorbire il ferro e di trasferirlo agli alimenti. Secondo i dati ufficiali questo semplice trucco, che a quanto pare non altera in alcun modo il sapore delle pietanze, permette di soddisfare il 75% del fabbisogno quotidiano di ferro di una persona adulta ed è molto amato dai cambogiani.

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Le connessioni con l’Occidente del Lucky Iron Fish

Anche se l’invenzione è degli anni Duemila, in realtà l’idea di assumere il ferro in questo modo non è del tutto originale: basta guardare alle tradizioni del passato per capire che, in realtà, è stata a lungo una pratica ben diffusa anche in Occidente, anche se in modo inconsapevole. Qui non si usavano pezzi di ferro a forma di pesce, ma era molto comune utilizzare l'uso di pentole e utensili in ghisa non smaltata per cucinare i cibi. Cosa c’entra con l’assunzione di ferro? È un fatto chimico reale: cucinare in stoviglie di ghisa non smaltata rilascia piccole quantità di ferro alimentare nel cibo, specialmente se si preparano alimenti acidi come il sugo di pomodoro. Assumere ferro in questo modo non era una scelta volontaria, la ghisa veniva scelta soprattutto perché trattiene molto bene il calore, costa poco ed durevole, e di certo anticamente non si conosceva il concetto di anemia da carenza di ferro nei termini nutrizionali moderni. Ovviamente non abbiamo modo di sapere se Christopher Charles conoscesse questa particolarità, ma trattandosi di un uomo di scienza non è così difficile immaginare che conoscesse questo principio e che lo abbia riadattato per ideare il suo Lucky Iron Fish.

Ma il Lucky Iron Fish funziona davvero?

L’idea dietro al Lucky Iron Fish è certamente apprezzabile, ma all’atto pratico è davvero utile? Insomma, funziona o non funziona? Anche se il sito ufficiale del progetto sciorina dati che ne testimoniano l’efficacia, la scienza non è dello stesso parere.  Non esistono ancora studi scientifici che "smentiscono" totalmente l'utilità del Lucky Iron Fish nel rilasciare ferro, ma la ricerca ha evidenziato limiti strutturali importanti sulla sua efficacia clinica a lungo termine e sulla variabilità dei materiali. Uno studio pubblicato nel 2017, per esempio, ha scoperto che il lingotto di ferro non ha avuto alcun effetto rilevante sulle anemie, le quali sarebbero di un tipo causato da fattori diversi dalla carenza di ferro (infezioni croniche o carenze di altre vitamine).

Inoltre lo studio evidenza che l'estrazione del ferro dal pesce e il suo effettivo assorbimento intestinale richiedono un ambiente acido e la presenza di vitamina C (come succo di limone) e quindi l'efficacia del metodo dipende fortemente dal tipo di alimentazione locale. Inoltre, la costanza d'uso da parte delle famiglie nel tempo tende a calare, riducendo gli eventuali benefici a lungo termine.

Ancora più interessante un secondo studio, pubblicato nel 2020, che ha analizzato diversi lingotti prodotti in paesi differenti, riscontrando la possibilità di rilascio di tracce di metalli pesanti indesiderati (come piombo, cromo e arsenico) a seconda della qualità del pesciolino di ferro. La ricerca spiega che il Lucky Iron Fish originale, se usato correttamente – con un tocco di acidità e bollito per non più di 10 minuti – non rilascia livelli pericolosi di metalli pesanti ed è considerato sicuro per la salute. Inoltre, le analisi sul Lucky Iron Fish originale, confermano che gli eventuali elementi diversi dal ferro rispettano i rigorosi standard di sicurezza alimentare del Food Chemical Codex. Gli studi su versioni non controllate o copie non originali, invece, hanno evidenziato tracce minime di altri elementi (come l'arsenico), che rendono l’infusione dell’oggetto molto pericoloso. Il Lucky Iron Fish, quindi, non è dannoso di per sé, ma diventa un rischio per la salute se non è il prodotto originale certificato.

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