
La miglior caffetteria del mondo è Onyx Coffee Lab, torrefazione statunitense con diverse sedi in Arkansas. Il riconoscimento arriva dalla classifica “The World’s 100 Best Coffee Shops”, presentata durante il CoffeeFest di Madrid e arrivata alla sua seconda edizione.
Il ranking nasce dall’incrocio tra il voto del pubblico, che pesa per il 30%, e quello di oltre 800 esperti del settore, responsabili del restante 70%. Alla base ci sono più di 15 mila candidature da tutto il mondo, poi valutate secondo diversi parametri: qualità del caffè, competenza del personale, atmosfera del locale, costanza del servizio e attenzione alla sostenibilità.
Alle spalle di Onyx Coffee Lab si piazzano Tim Wendelboe di Oslo, uno dei nomi più influenti della torrefazione europea, e Alquimia Coffee di El Salvador. La top ten restituisce un panorama estremamente globale, con locali provenienti da Asia, Oceania ed Europa.
Nel complesso, gli Stati Uniti sono il Paese più rappresentato nella top 100, seguiti dall’Australia e dal Perù, a dimostrazione di quanto la cultura dello specialty coffee si sia diffusa in modo capillare negli ultimi anni.
L’Italia in classifica
L’Italia riesce a piazzare due caffetterie nella top 100 mondiale: Faro – Luminari del Caffè a Roma, che si colloca al 42° posto, e Ditta Artigianale, con la sede milanese, al 62° posto.
Faro, aperto nel 2016 in via Piave, è considerato uno dei punti di riferimento della scena specialty italiana. Il locale punta su una selezione di caffè da singole piantagioni e sulla torrefazione interna Aliena Coffee Roasters, con l’obiettivo di garantire tracciabilità e qualità lungo tutta la filiera. Accanto alla proposta in tazza, Faro ha costruito negli anni un’offerta gastronomica curata tra colazioni, brunch e pausa pranzo, diventando un indirizzo importante per chi cerca un’esperienza di caffetteria contemporanea a Roma.

Più indietro in classifica si trova Ditta Artigianale, progetto fondato dal campione barista Francesco Sanapo e nato a Firenze nel 2013 come micro-torrefazione con una forte vocazione internazionale. Il marchio è stato tra i primi in Italia a diffondere il concetto di specialty coffee con tostature più leggere, caffè monorigine e un lavoro diretto con i produttori. Oggi conta diversi locali tra Firenze e Milano e rappresenta uno dei brand più riconoscibili del movimento specialty italiano.
La presenza di queste due insegne conferma che anche in Italia la cultura del caffè sta evolvendo oltre il modello tradizionale del bar espresso. Tuttavia, rispetto ad altri Paesi molto attivi nella scena specialty, la rappresentanza resta ancora limitata, segno di un settore che nel nostro Paese è in crescita ma ha ancora ampi margini di sviluppo. ☕
