video suggerito
video suggerito
29 Gennaio 2026
18:00

La fisica dice che esiste un modo giusto per mescolare il caffè

Secondo la fluidodinamica non bisogna fare dei cerchi, ma dei movimenti irregolari e caotici: in questo modo le diverse componenti del caffè possono combinarsi meglio tra di loro, ottenendo una bevanda perfetta ed equilibrata.

A cura di Arianna Ramaglia
0
Immagine

Qualcuno potrebbe dire che abbiamo perso la testa, che siamo troppo fissati e che adesso ci inventiamo pure che il caffè si gira in un modo preciso. Forse un po' è vero, ma di sicuro non diciamo bugie, neanche in questo caso: infatti, sembra proprio che il caffè vada mescolato in un determinato modo per far sì che tutti gli aromi e le componenti si mischino per bene. Non si tratta di una leggenda popolare né di un modo per ridurre la presenza di alcuni composti nocivi del caffè, ma di un accorgimento per ottenere una bevanda dal gusto più equilibrato e piacevole.

No all'ordine, sì al caos

È un gesto che compiamo tutti – e se non lo fai dovresti proprio cambiare abitudine, anche se lo prendi amaro – ma probabilmente nessuno si è mai chiesto come girare correttamente il caffè. E non possiamo considerarti uno sconsiderato perché, in fondo, è una domanda un po' assurda: però, sappi che davvero esiste un movimento più efficace da compiere e quasi sicuramente non è quello a cui sei abituato. Infatti, se solitamente fai dei cerchi con il cucchiaino, potresti non ottenere il risultato migliore: secondo la fluidodinamica – in fisica è la branca della meccanica dei fluidi -, i movimenti circolari creano un flusso stazionario, in cui le particelle che compongono i liquidi non si mescolano, ma si muovono in direzioni parallele e ordinate, come spiega Focus sulla propria pagina Instagram.

Ciò vuol dire che se mescoli così il tuo caffè, la distribuzione delle sostanze che lo compongono potrebbe avvenire in maniera non omogenea: il modo migliore per farlo è creare un movimento irregolare, come dall'alto verso il basso, ma anche a zig zag, che favorisca la loro dispersione. La vera miscelazione avviene, infatti, con traiettorie non uniformi e introducendo variazioni di direzione e ritmo: questo comportamento, chiamato mixing caotico, "rompe" i flussi stazionari e permette ai vari elementi di mescolarsi tra loro, contribuendo a una percezione del gusto più equilibrata e completa.

Il caffè macchiato come esempio perfetto

Se girare il caffè serve a distribuire le diverse componenti aromatiche per tutta la tazzina, è facile capire come, aggiungendo del latte, questo movimento diventi ancora più importante. In un caffè macchiato, infatti, il latte va a creare una vera e propria stratificazione: se non mescolo correttamente il caffè, otterrò una bevanda con il latte in superficie o distribuito in maniera non omogenea, cosa che potrebbe essere evitata con un movimento più disordinato.

Ciò è vero anche per quanto riguarda lo zucchero: distribuirlo in modo disomogeneo porta ad avere un sapore diverso a ogni sorso. Picchi di dolcezza si alternano a note decisamente amare, con il risultato di una bevanda poco equilibrata e non sempre piacevole da consumare. Girare il caffè in modo corretto, quindi, non è solo un vezzo, ma un piccolo accorgimento, che ti permette di assaporare tutto il gusto del caffè, apprezzandone la complessità aromatica.

Immagine

Tuttavia, comunque, ci teniamo a specificare che questo movimento "giusto" non fa miracoli e non porta ad avere una bevanda dal sapore completamente diverso: se un caffè è bruciato o ha un cattivo sapore, continuerà a essere tale. Al contrario, se ci troviamo di fronte a una bevanda dal gusto intenso e ben bilanciato, fare dei cerchi – piuttosto che far diventare il caffè un mare in tempesta – non renderà il caffè imbevibile. Le differenze sono sottili e, molto spesso, percepite solo dai veri esperti, ma dato che vogliamo che le cose abbiano sempre il sapore perfetto, mescolare il caffè in questo modo può aiutarti a gustare una bevanda impeccabile da ogni punto di vista.

Immagine
A cura di
Arianna Ramaglia
Laureata in Scienze della Comunicazione, ho frequentato il Master in Comunicazione Multimediale dell’Enogastronomia. Con una smisurata passione per la cucina, da piccola volevo fare la chef: sono cresciuta guardando la Prova del cuoco, preparando crocché con mia nonna e pizze con mia madre. Poi ho scoperto le gioie della scrittura e quindi, oggi, cucino per amore, scrivo felicemente per lavoro e mangio per passione.
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
api url views