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15 Giugno 2026 15:00

La Danimarca dice addio al ministero dell’Agricoltura: al suo posto Natura e Benessere animale

Operativo dalla fine dell'Ottocento, il ministero dell'Agricoltura è stato abolito dal primo ministro danese. Al suo posto, è stato attivato il ministero per la Natura e il Benessere degli animali: una mossa strategica per limitare allevamenti intensivi e fronteggiare le nuove sfide ecologiche.

A cura di Lorenzo Napolitano
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Negli ultimi anni guerre e questioni diplomatiche hanno polarizzato l'attenzione di cittadini e politici, quasi archiviando tutte le altre questioni. Ma in un'Europa che affronta (anche) una profonda crisi climatica e la perdita di biodiversità, la Danimarca ha preso una coraggiosa decisione, nonostante un momento complesso. Mette Frederiksen, premier del Paese, con una riforma ha cancellato il ministero dell'Agricoltura dopo 130 anni di attività, sostituendolo con il nuovo ministero per la Natura e il Benessere degli animali.

Attivo dal 1896, il dicastero è stato cancellato: le motivazioni

A seguito delle elezioni, tenutesi a marzo, il primo ministro Mette Frederiksen ha presentato un nuovo governo composto da 21 ministri, segnando l'inizio del suo terzo mandato con una svolta storica. La nuova coalizione di centrosinistra infatti ha abolito la figura del ministro dell'Agricoltura, creando quella del ministro della Natura e del Benessere degli animali, che sarà guidato dal socialdemocratico Christian Rabjerg Madsen, stretto alleato di Frederiksen. Questa decisione viene vista da molti come un chiaro segnale da parte del governo di adottare un approccio più ecologico alle politiche agricole. Per comprendere queste dinamiche, bisogna fare un passo indietro.

La Danimarca è il sesto paese per esportazioni di carne suina al mondo: conta 6 milioni di abitanti e produce circa 28 milioni di suini all'anno, un numero pari a cinque volte la sua popolazione. Il 90% di questa produzione viene poi esportata, rappresentando quasi la metà delle esportazioni agricole del Paese e oltre il 5% delle esportazioni totali della Danimarca. Questo settore, però, è sottoposto a crescenti pressioni per il suo impatto ambientale e per gli standard di benessere degli animali. E questa scelta, infatti, è da prendere come un importante segnale dell'intenzione del governo di adottare un approccio più ecologico alle politiche agricole. Le associazioni per la protezione degli animali hanno accolto con favore la decisione, sostenendo che gli animali da allevamento avranno ora una voce più forte all'interno del governo.

Inoltre, questa decisione è presa in concreta attuazione di "One Health", una strategia integrata dell'OMS che riconosce l'interdipendenza tra la salute umana, animale ed ecosistemica. Il suo obiettivo, pertanto, è bilanciare e ottimizzare in modo sostenibile queste tre aree per prevenire e affrontare minacce globali come le zoonosi, l'antibiotico-resistenza e la sicurezza alimentare. Quindi, l'abolizione del dicastero in favore di uno nuovo focalizzato su natura e benessere animale, rispecchia concretamente questo approccio.

Il nuovo modello danese

Le competenze del vecchio settore agricolo sono state affidate ad altri ministeri, come emerge anche dai documenti ufficiali. Al nuovo ministro Madsen spetta il compito di guidare la transizione verde e coordinare "l'Accordo Tripartito Verde": questo piano prevede lo stanziamento di 3 miliardi di corone danesi (circa 400 milioni di euro) per convertire centinaia di migliaia di ettari di terreni agricoli in aree protette e parchi naturali entro il 2030. Il settore della sicurezza alimentare sarà gestito dal ministero delle Imprese, mentre la pesca passerà sotto la guida del ministero dell'Ambiente. Infine, alcune competenze minori saranno divise tra i ministeri della Giustizia e dei Trasporti.

Animal Protection Denmark, l'ONG per il benessere degli animali che ha contribuito a portare l'allevamento suino al centro del dibattito, attraverso l'amministratrice delegata Britta Riis, ha manifestato il suo entusiasmo per questa svolta: "Mai prima d'ora la Danimarca aveva avuto un ministro responsabile degli oltre 200 milioni di animali impiegati nell'agricoltura. Fino a ora, questi animali erano di competenza di ministeri in cui gli interessi dell'industria avevano precedenza rispetto al benessere degli animali". Non tutti, però, hanno accolto positivamente questa decisione. Infatti, alcuni rappresentanti del settore agricolo hanno criticato questa riforma. L'eurodeputato Asger Christensen l'ha definita addirittura un disastro: "Quando la responsabilità è condivisa da più persone, alla fine non è responsabile nessuno. L'approvvigionamento alimentare è una questione di politica e sicurezza, quindi il comportamento del nuovo governo è profondamente irresponsabile".

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