
Per la prima volta nella sua storia, l’Italia conquista il podio al Bocuse d’Or Europe. Nell’edizione 2026, svoltasi a Marsiglia, la squadra guidata dallo chef Matteo Terranova, con il commis Edoardo Magni, ha ottenuto il terzo posto, alle spalle della Danimarca e della Norvegia. Si tratta del miglior risultato di sempre per l’Italia nella competizione europea più importante dell’alta cucina: un traguardo che segna un netto miglioramento rispetto al settimo posto ottenuto nel 2024 e che garantisce l’accesso alla finale mondiale del Bocuse d’Or, in programma a Lione nel 2027.
Una competizione di riferimento per l’alta cucina
Il Bocuse d’Or, fondato nel 1987 dallo chef francese Paul Bocuse, è considerato la più prestigiosa competizione internazionale di cucina. Le squadre nazionali si sfidano in prove altamente tecniche, realizzando piatti complessi in tempi stabiliti, davanti a una giuria internazionale che valuta gusto, tecnica e presentazione. Una competizione storicamente dominata dai Paesi nordici, che richiede un alto livello di organizzazione, precisione e preparazione.
La squadra italiana è stata supportata dalla Bocuse d’Or Italy Academy, che negli ultimi anni ha lavorato per rendere il Paese più competitivo in questo contesto. Accanto a Terranova e Magni hanno operato il coach Alessandro Bergamo, il junior coach Noel Moglia, il presidente Enrico Crippa e il direttore Lorenzo Alessio. La preparazione ha incluso mesi di allenamenti, simulazioni e sviluppo tecnico dei piatti, con particolare attenzione alla gestione dei tempi e alla precisione esecutiva.
Il terzo posto europeo consente all’Italia di qualificarsi alla finale mondiale del Bocuse d’Or, prevista a Lione nel gennaio 2027. Il risultato di Marsiglia rappresenta un passaggio significativo nel percorso di crescita della squadra italiana all’interno della competizione.

I piatti presentati
La proposta italiana ha interpretato i temi della competizione valorizzando ingredienti del Mediterraneo. Nel piatto individuale, il team ha presentato un “surf and turf” composto da filetto di toro di Camargue e seppie, accompagnato da un’emulsione a base di olio d’oliva, aglione toscano e bergamotto.
Nel tema "al vassoio", protagonista la gallinella, servita con una salsa arricchita da ricci di mare; a completare il piatto, due guarnizioni: una a base di ceci e una di carciofi violetti. Una proposta che ha unito coerenza tecnica e identità gastronomica, contribuendo in modo decisivo al punteggio finale ottenuto dalla squadra italiana.
