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15 Giugno 2020 15:00

In Inghilterra un mulino millenario torna a produrre farina durante la pandemia

Durante la pandemia, anche nel Regno Unito è aumentata la richiesta di farina da parte dei consumatori. Per soddisfare la produzione a seguito di questa impennata di richieste, un vecchio mulino inglese è tornato in attività, per la prima volta dopo decenni, macinando più di una tonnellata di grano, solo nel mese di aprile.

A cura di Roberta Gatta
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Nella campagna inglese del Dorset, sulle rive del fiume Stour, c’è un mulino costruito nel 1016, ristrutturato nel 1566, e definitivamente chiuso nel 1970. Si tratta del mulino di Sturminster Newton, gestito dai mugnai Pete Loosmore, attuale proprietario del mulino, e Imogen Bittne: da anni ormai funzionava solo come museo, gestito dallo Sturminster Newton Heritage Trust, per due giorni al mese, producendo piccole quantità di farina, destinate a essere regalate come souvenir ai visitatori.

A seguito della impennata delle richieste di farina, durante la pandemia, mentre i negozi di alimentari stavano esaurendo le loro scorte, i due mugnai hanno pensato subito che il mulino ad acqua potesse tornare in piena attività, per soddisfare la richiesta. Così hanno avviato gli antichi meccanismi del mulino, alimentato ancora da una turbina ad acqua dal 1904 e, grazie a una piccola scorta di grano e la giusta conoscenza delle tecniche molitorie, in circa due settimane sono stati macinati tantissimi chicchi di grano, pari alla produzione annuale di questo antico mulino.

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Lo scorso mese, infatti, in questa piccola città agricola di 5.000 anime, è stata macinata più di una tonnellata di grano e sono stati prodotte diverse centinaia di sacchi di farina. La notizia della ripresa dell’attività del mulino di Sturminster Newton ha subito fatto il giro dell’Inghilterra e i due mugnai sono stati letteralmente invasi di richieste da parte dei consumatori. La scelta di Pete e Imogen però è quella di destinare la vendita a un droghiere e un fornaio locali, utilizzando tutti i proventi per la manutenzione del mulino. La farina viene distribuita grazie all’attività dei volontari del luogo e rivenduta a tre sterline al sacco.

Non c'è lucro quindi, ma solo la voglia di far tornare in vita un piccolo pezzo di archeologia industriale, che sta aprendo la strada al ritorno in attività di altri mulini storici, tornando per un attimo a uno stile di vita antico, in cui la produzione avveniva in modo naturale e senza inquinamento.

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