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6 Gennaio 2026 18:00

Il segreto della giovinezza? Potrebbe essere nel cioccolato fondente secondo la scienza

Una ricerca del King’s College di Londra indica che la teobromina, sostanza naturale presente nel cacao, è associata a un invecchiamento biologico più lento a livello cellulare.

A cura di Francesca Fiore
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Rallentare l’invecchiamento è uno degli obiettivi più affascinanti della ricerca scientifica: tra geni, stile di vita e alimentazione, gli studiosi stanno cercando molecole in grado di influenzare l’età biologica del nostro organismo. Una di queste potrebbe trovarsi in un alimento tanto comune quanto amato: il cioccolato fondente. A suggerirlo è una ricerca condotta dal King’s College di Londra, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento la teobromina, composto naturale presente nel cacao.

La teobromina sotto esame

La teobromina è una sostanza già nota per i suoi effetti benefici sul sistema cardiovascolare, ma il nuovo studio le attribuisce un potenziale ruolo anche nel processo di invecchiamento. I ricercatori hanno osservato che concentrazioni più elevate di teobromina nel sangue sono associate a un organismo biologicamente più giovane rispetto all’età anagrafica.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Aging, ha analizzato due gruppi di popolazione europea per un totale di oltre 1.600 persone. Gli studiosi hanno confrontato i livelli di teobromina circolante con diversi indicatori dell’età biologica, ottenendo risultati coerenti e statisticamente significativi.

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Dna e telomeri: gli indicatori della giovinezza

Per valutare l’invecchiamento cellulare, il team ha esaminato sia le modifiche chimiche del Dna sia la lunghezza dei telomeri. Queste strutture, situate alle estremità dei cromosomi, si accorciano naturalmente con il passare degli anni. Dall’analisi è emerso un dato chiaro: maggiore è la presenza di teobromina, più lunghi risultano i telomeri, segnale di un’età biologica inferiore.

Jordana Bell, docente di Epigenomica al King’s College e coordinatrice dello studio, invita alla cautela: il risultato non deve essere interpretato come un incoraggiamento a consumare grandi quantità di cioccolato fondente. Zuccheri e grassi, se assunti in eccesso, potrebbero infatti annullare i benefici osservati. L’obiettivo della ricerca è piuttosto comprendere come elementi presenti negli alimenti di uso quotidiano possano fornire nuove chiavi per promuovere una vita più sana e longeva.

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Un nuovo tassello nella ricerca sull’invecchiamento

Anche il genetista Ramy Saad, coinvolto nello studio, sottolinea il valore della scoperta, definendola un passo promettente verso una comprensione più profonda dei meccanismi che regolano l’invecchiamento umano. La teobromina si aggiunge così alla lista di molecole che potrebbero, in futuro, aiutare a modulare il tempo biologico.

Il cioccolato fondente non è una pozione magica, ma la scienza suggerisce che alcune sue componenti possano avere effetti positivi a livello cellulare. Questo studio rafforza l’idea che l’alimentazione quotidiana, se ben bilanciata, possa giocare un ruolo importante nel mantenimento della salute e nella qualità dell’invecchiamento.

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