
Quando scegliamo una confezione di latte al supermercato, di solito guardiamo se è intero, parzialmente scremato o scremato. Ma potrebbe esserci un altro elemento da considerare: cosa ha mangiato la mucca che lo ha prodotto. A suggerirlo è uno studio condotto principalmente da ricercatori dell'Università del Vermont e presentato al meeting annuale dell'American Society for Nutrition. I risultati mostrano che il latte prodotto da mucche che hanno accesso al pascolo contiene generalmente più omega-3 e meno omega-6 rispetto al latte convenzionale: la differenza sarebbe legata soprattutto al tipo di alimentazione degli animali.
Il latte delle mucche al pascolo contiene più omega-3
Per arrivare a questo risultato, gli studiosi hanno analizzato 300 campioni di latte raccolti nel corso del 2024 tra Vermont e New York, confrontando prodotti convenzionali, biologici, biologici da allevamento al pascolo e latte prodotto da mucche allevate al pascolo ma in aziende non biologiche. Hanno osservato che il latte biologico proveniente da mucche alimentate al pascolo presentava la quantità più elevata di omega-3: 88 milligrammi per porzione, contro i 25 milligrammi rilevati nel latte convenzionale. La situazione era invece opposta per gli omega-6: il latte convenzionale ne conteneva in media 166 milligrammi per porzione, rispetto ai 92 milligrammi del latte biologico da mucche allevate al pascolo. Secondo i ricercatori, una delle ragioni principali sarebbe proprio l'alimentazione degli animali: le mucche che hanno maggiore accesso a erba fresca e leguminose assumono sostanze che possono favorire una maggiore presenza di omega-3 nel latte. Al contrario, una dieta più ricca di mais e cereali tende a essere associata a una maggiore quantità di omega-6.

Anche la stagione può cambiare la composizione del latte
Non conta però soltanto il tipo di allevamento: anche il periodo dell'anno sembra avere un ruolo. Quando le mucche possono pascolare su erba fresca, infatti, la composizione della loro alimentazione cambia rispetto ai mesi in cui il foraggio fresco è meno disponibile. Secondo gli autori, questo potrebbe spiegare parte delle variazioni osservate nei campioni di latte durante l'anno: il profilo nutrizionale può dipendere da quanto tempo gli animali trascorrono effettivamente al pascolo, dal tipo di piante che mangiano e dalla stagione. Ma questo rende automaticamente il latte da mucche al pascolo più salutare? Non è possibile dirlo sulla base di questo studio: la ricerca ha infatti misurato la composizione degli acidi grassi del latte, non gli effetti del suo consumo sulla salute delle persone.

Il latte con più omega-3 non sostituisce pesce e semi
Il dato sugli omega-3 può essere interessante, ma va inserito nel contesto della dieta complessiva. Gli esperti dello studio sottolineano, infatti, che il latte non dovrebbe essere considerato una fonte principale di omega-3: una porzione di latte biologico da mucche alimentate al pascolo fornisce 88 milligrammi di questi acidi grassi, mentre un cucchiaio di olio di semi di lino ne contiene circa 7.260 milligrammi. Per aumentare l'apporto di omega-3, quindi, alimenti come pesce azzurro, semi di lino, semi di chia e noci rimangono fonti molto più significative.