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10 Aprile 2026 15:00

Il dolce simbolo di Aversa sta conquistando gli americani: la polacca aversana arriva a New York

Il dolce più iconico della città casertana sta riscuotendo un successo enorme in una delle più grandi metropoli al mondo. La sua fama si deve a un pizzaiolo che, più di 25 anni fa, ha portato la pizza napoletana in America e, a quanto pare, non solo quella.

A cura di Arianna Ramaglia
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Non è di certo una novità assoluta che un prodotto italiano spopoli in una delle città più iconiche degli Stati Uniti. Sappiamo, da film e serie tv o per chi ha avuto la gioia di poterlo constatare con i suoi occhi, che i cittadini di New York vanno matti per tutto ciò che riguarda la cucina del nostro Paese. Ma se tra i prodotti più amati sappiamo esserci la pizza, la pasta o dolci come il tiramisù e il cannolo siciliano, quello che forse  sorprende di più è l'ingresso in questa lista della polacca aversana. Un dessert che ha origini incerte ma che ha avuto il suo massimo successo nella città da cui prende il nome, Aversa, in provincia di Napoli, e che, a quanto pare, è arrivato addirittura oltreoceano, grazie a Roberto Caporuscio di Kesté Pizza & Vino, una pizzeria napoletana di New York.

Il viaggio della polacca aversana a New York

Sarà per il suo impasto morbidissimo, sarà per la sua crema dolce e vellutata che accoglie, in un equilibrio perfetto, quella piacevolissima acidità delle amarene, sarà per il suo profumo inebriante, o, molto probabilmente, per un mix di tutto questo: sta di fatto che la polacca aversana sta conquistando il cuore dei newyorkesi. Ad averla portata in una delle città più famose al mondo è stato Roberto Caporuscio, fondatore e proprietario di Kesté Pizza & Vino, già noto a tutti per essere stato uno dei pionieri nell'introdurre la pizza napoletana in America, come racconta lui stesso in un video pubblicato sui suoi canali social.

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Foto dal profilo ufficiale Instagram Roberto Caporuscio

Come ogni storia del genere, tutto parte dall'amore per la propria terra e dalla voglia di conoscere il mondo: Roberto è originario di Pontinia, in provincia di Latina, e, dopo aver frequentato una scuola per pizzaioli a Napoli e aver lavorato con alcuni grandi nomi della pizza napoletana, come Antonio Starita ed Enzo Coccia, decide di voler andare in America per imparare l'inglese. L'occasione è arrivata quando conosce alcuni pizzaioli di Pittsburgh che gli offrono di lavorare in una delle loro pizzerie. Nel 1999, quindi, si trasferisce lì, dove apre successivamente due pizzerie e, dopo anni in giro per gli States, inaugura nel 2009 Kesté Pizza & Vino.

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Polacca aversana

Il famoso dolce aversano, però, arriva solo nel 2024, dopo un lungo lavoro di sperimentazione e perfezionamento della ricetta. Il suo successo è stratosferico: è il dessert più ordinato nel locale, superando persino il più iconico tiramisù. Il dolce, che Caporuscio gustava durante i suoi viaggi da Pontinia a Napoli, con tappa fissa ad Aversa, rappresenta oggi il 35% delle vendite complessive nella categoria dessert, in cui compaiono altri grandi classici della tradizione dolciaria italiana, come la pastiera napoletana, la torta caprese e il maritozzo romano. Un dolce che quasi mai si vede al di fuori dei confini aversani – difficile anche da trovare nella più vicina Napoli – ma che è riuscito, nella sua semplicità, a conquistare il cuore dei newyorkesi, arrivando a circa 50 porzioni vendute quotidianamente, equivalenti a 1.500 al mese.

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Foto dal profilo ufficiale Facebook Kesté Pizza e Vino

Tra suore e pasticcieri: la storia della polacca aversana

Sebbene il successo della polacca aversana in America sia molto recente, la sua storia lo è decisamente meno. Questo dolce, infatti, ha origini antiche, per alcuni risalenti addirittura al Medioevo, anche se non si sa con precisione come sia nato. Tre sono le principali teorie legate alla sua origine: le prime due hanno a che fare con delle suore e la terza con un pasticciere pugliese.

La prima racconta che una suora, proveniente dalla Polonia, soggiornò in un convento situato ad Aversa e fu lei a dare la ricetta di questo dolce a un pasticciere locale. Quest'ultimo la riadattò, dando vita a due versioni: una torta intera, da dividere con gli altri commensali, e dei dolci monoporzioni simili a brioche, chiamati polacchine. La seconda teoria, invece, vede sempre una suora, anzi più suore, che pare abbiano creato questo dolce appositamente per una regina polacca in visita ad Aversa, ospitata in uno dei conventi della città.

La terza teoria, infine, vede protagonista un pasticciere pugliese ed è facile capire il perché: la polacca aversana, infatti, somiglia particolarmente al pasticciotto tipico del Salento. Secondo questa ipotesi, il pasticciere, trasferitosi ad Aversa agli inizi del Novecento, decise di modificare la ricetta originale, sostituendo la pasta frolla con un impasto simile a quello della brioche. Il risultato fu un dolce con un ripieno uguale ma con un aspetto completamente diverso, che divenne presto una specialità locale, a cui fu dato il nome di polacchina, grazie ad alcuni calzolai che videro in questa nuova creazione una forma molto simile a quella di una scarpa (la famosa polacchina, appunto). La versione più grande fu, invece, creata, intorno agli anni '30, dal pasticciere Nicola Mungiguerra che rielaborò l'idea della zuppa inglese racchiudendo la crema tra due dischi di pasta brioche, ispirandosi alla già diffusa polacchina. Non si sa quale di queste teorie sia quella vera, ma quello che è certo è che questo dolce è diventato un simbolo della città campana e che, poco alla volta, sta conquistando un pubblico sempre più ampio… e non solo italiano.

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