24 Gennaio 2021 15:00

I titolari di Senza Nome, il bar per sordi di Bologna, nominati “Cavalieri” da Mattarella

I due fondatori e titolari del bar Senza Nome al centro di Bologna, Sara Longhi e Alfonso Marrazzo, sono stati premiati da Mattarella con un'alta onorificenza: Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Le motivazioni sono presto dette: "Per il loro esemplare contributo alla conoscenza delle diversità e alla promozione di una cultura di reale inclusione e dialogo".

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Un bar con una classica macchinetta del caffè, vari alcolici, qualche snack, può essere centro culturale di tale livello da essere premiato dal Presidente della Repubblica? Evidentemente sì, se si tratta di un bar molto speciale: un locale ideato perché persone udenti e non udenti possano interagire nella vita di tutti i giorni.

Senza Nome ottiene un importantissimo riconoscimento nella figura dei due fondatori. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha recentemente conferito trentasei onorificenze a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l'impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute. Tra questi ci sono Sara Longhi e Alfonso Marrazzo, due nuovi Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Si tratta dei fondatori di Senza Nome, che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento per il "loro esemplare contributo alla conoscenza delle diversità e alla promozione di una cultura di reale inclusione e dialogo".

Cos’ha di tanto speciale il bar Senza Nome?

Senza Nome è un bar di Bologna (in pieno centro, si trova a via Belvedere 11/b) molto particolare: aperto nel 2012 è il primo locale in Italia interamente gestito da ragazzi sordi. L’intento nobilissimo di Alfonso e Sara: far interagire udenti e non udenti, mettere i cosiddetti normodotati sullo stesso piano di chi non ha il dono dell’udito, dimostrare che l’interazione è davvero possibile.

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Foto da Facebook

Ordinare da Senza Nome è divertente, piacevole, proprio perché non si può usare la propria voce. Le soluzioni per ovviare al problema sono molteplici: ipiù bravi utilizzano la lingua dei segni e chi ci riesce ottiene anche uno sconto alla cassa; ma si possono usare anche i numerosi bigliettini posti in bacheca, si può scrivere su dei foglietti a disposizione dei clienti o semplicemente si può ricorrere ai gesti più comuni. D’altra parte gli italiani sono famosi nel mondo per farsi capire con le mani, in un modo o nell’altro la soluzione si trova.

La grande idea di Sara Longhi e Alfonso Marrazzo va ben oltre il rapporto con i non udenti. Senza Nome è un grande bar, con prodotti di qualità, un personale preparato, tante cose buone da assaggiare. Non a caso oggi il bar, oltre a essere un importante luogo di riferimento e d'incontro per i clienti sordi, è anche frequentatissimo dagli udenti. Un bar speciale per il messaggio che divulga ma che vuole assolutamente restituire un'aura di "normalità".

I due nuovi cavalieri dedicano il premio "alle persone che hanno avuto fiducia in noi. Abbiamo provato grande emozione e felicità. Io e Sara non ce lo aspettavamo. La diversità crea ricchezza. Abbiamo dimostrato che noi sordi possiamo farcela e che possiamo relazionarci con tutti. La nostra vita, come sordi, è sempre stata dura ma non fermiamoci, andiamo avanti. Occorre avere coraggio". Senza Nome nasce da una necessità: cercare un posto per organizzare eventi artistici per la comunità dei sordi. Sia Sara che Alfonso sono non udenti e sentivano il bisogno di trovare qualcosa di nuovo. Non l’hanno trovato, lo hanno letteralmente creato dal nulla.

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Quello che i piatti non dicono
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