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8 Maggio 2026 12:13

Francia, dal 4 maggio pasti a un euro in tutte le mense universitarie

Mentre in Italia, senza agevolazioni, un pasto completo può costare anche 10 euro, in Francia è in vigore una riforma rivoluzionaria: dal 4 maggio tutti gli studenti universitari possono mangiare in mensa al prezzo simbolico di un euro.

A cura di lorenzonapolitano
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mense universitarie

Dal 4 maggio 2026, in Francia, gli studenti universitari pranzano nelle mense al costo simbolico di un euro. A partire da questa data, il governo ha esteso a tutti gli studenti la tariffa agevolata, prima riservata esclusivamente a borsisti o in difficoltà. La misura rafforza il diritto allo studio: infatti, oltre ad aver ampliato il ventaglio dei beneficiari senza distinzioni sul reddito, potranno beneficiarne anche dottorandi, apprendisti e giovani in servizio civile.

Questo risultato si deve anche alle diverse battaglie delle associazioni studentesche, che hanno protestato affinché il prezzo dei pasti diminuisse rispetto ai soliti 3,30 euro. Cifra che, in ogni caso, è già molto contenuta rispetto a quelle applicate in diverse università italiane, tra cui la Cattolica e la Bocconi, in cui difficilmente la tariffa scende al di sotto dei 6,00 euro per gli studenti senza agevolazioni.

Pasti a 1 euro in Francia, ma emergono le prime criticità

Prima dell’entrata in vigore della misura, un pasto costava tra gli 8,00 e i 9,00 euro e, per il 2026, sono stati stanziati 50 milioni di euro per compensare le mancate entrate, assumere personale e investire in attrezzature adeguate. Dopo soli quattro giorni, però, sono emerse le prime criticità: molti studenti hanno lamentato code molto lunghe e, commentando la questione, il ministro dell'Istruzione Superiore Philippe Baptiste ha dichiarato: "C'è una reale incertezza sul numero di richieste aggiuntive che riceveremo". Non solo, Suzanne Nijdam, presidente di FAGE, la principale organizzazione studentesca, ha affermato che il budget stanziato "risulta insufficiente per coprire pienamente le esigenze". Per coprire una domanda così alta, tra l'altro, è necessario assumere più dipendenti, ma i sindacati francesi ritengono che per garantire il successo del programma servirebbero maggiori fondi.

Il sistema a "punti"

Nonostante il pasto a un euro rappresenti una boccata d'ossigeno per migliaia di universitari e non solo, l'attuazione pratica non soddisfa pienamente gli studenti. La gestione del CROUS, l'ente pubblico francese che gestisce i servizi di supporto per gli studenti tra cui anche mense e borse di studio, è basata su un sistema a "punti". Come hanno spiegato alcuni studenti della mensa di Clignancourt, il vassoio standard prevede un credito di 6 punti, ma il pasto principale ha un costo tra i 3 e i 4 punti, il che significa che è difficile raggiungere – con i restanti – un pasto completo, includendo anche antipasto e dessert. Dunque, lo studente che desidera un pranzo bilanciato supera la soglia dei 6 punti, pagando un extra che può far tornare il conto finale al prezzo pre-riforma. Il prezzo, in sostanza, è davvero diminuito, ma la sfida adesso è rendere il sistema sempre più efficiente.

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