
L'Unione Europea ha inserito 13 nuovi prodotti nel registro delle Indicazioni Geografiche, tra cui la Zampina di Sammichele di Bari e il Peperoncino di Calabria. Si tratta di un'importante certificazione che attesta il legame tra il prodotto e il territorio di origine, non solo valorizzandone la qualità ma anche garantendola. Questi due prodotti rappresentano eccellenze della tradizione gastronomica locale e l'iscrizione nel registro è un risultato che premia il lavoro di produttori locali, consorzi, enti locali e tecnici del settore.
Nuovi prodotti Igp: le caratteristiche della Zampina di Sammichele di Bari e del Peperoncino di Calabria
L'Italia è tra gli stati con più certificati di qualità sui suoi prodotti: con le nuove aggiunte, il Belpaese conta 892 riconoscimenti complessivi, tra cui 334 nel comparto cibo (174 Dop, 156 Igp e 4 Stg), 552 denominazioni del settore vinicolo e 36 Ig delle Bevande Spiritose. "Le Indicazioni Geografiche sono la via maestra per far riconoscere il giusto valore alle nostre eccellenze", ha detto Francesco Lollobrigida, Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. "L'ingresso della Zampina di Sammichele e del Peperoncino di Calabria – ha continuato – è un segnale positivo che consolida il primato dell'Italia in Europa nel comparto agroalimentare, a testimonianza della nostra biodiversità e della qualità che riusciamo a esprimere. Il Governo Meloni continua a tutelare e promuovere con orgoglio il Made in Italy, difendendo il legame indissolubile tra territorio, tradizione e identità nazionale", ha chiosato.
La Zampina di Sammichele di Bari Igp
La Zampina di Sammichele di Bari è uno dei prodotti più tipici e rappresentativi della tradizione gastronomica pugliese: fortemente legato alla storia e alle consuetudini del territorio, da oggi la registrazione nell'elenco Igp garantirà una tutela più forte contro imitazioni e utilizzi impropri del nome. Con questo nuovo ingresso, la Puglia tocca quota 67 Indicazioni Geografiche. La zona di produzione della Zampina ricade nell'intero territorio del Comune di Sammichele di Bari, centro delle Murge noto da tempo immemore per le sue macellerie e una forte cultura identitaria costruita intorno alla carne. Il nuovo Igp è un insaccato fresco ottenuto da carne bovina e ovina, finemente macinata e amalgamata, addizionata di formaggio stagionato grattugiato, filetto di pomodoro pelato, pepe, sale e basilico. Tra i tratti distintivi, quindi, c'è l'assenza di carne suina, insieme a un caratteristico colore rosso acceso.
Il nome della Zampina richiama quello del sostegno di ferro sul quale anticamente veniva cotta, cioè uno spiedo lungo e sottile avente un'estremità a forma di Y, simile alla zampa di un animale. Siamo intorno al XVII secolo, quando per la realizzazione si utilizzava, oltre alla carne trita, anche un po' di mollica di pane bagnata e del timo selvatico. Oggi il modo migliore e più diffuso per provare la Zampina è alla brace, dato che sprigiona un inconfondibile profumo. In un luogo che emana piacevoli fragranze di carne in ogni angolo, ogni macellaio ha il suo segreto nella preparazione della zampina: per esempio, c'è chi aggiunge del cognac, del bianco Verdeca, ma anche il solo variare le dosi di uno stesso prodotto può portare a risultati molto diversi. Il comune denominatore è un sapore sempre speciale.
La soddisfazione per questo nuovo riconoscimento è stata espressa anche dall'assessore regionale dell'Agricoltura e allo sviluppo rurale, Francesco Paolicelli: "L'iscrizione nel registro europeo è una notizia importante per la Puglia per tutto il comparto agroalimentare regionale. Le Indicazioni Geografiche non rappresentano soltanto uno strumento di tutela. Sono un potente motore di sviluppo, capace di generare valore economico, rafforzare le filiere locali e promuovere i territori sui mercati nazionali e internazionali. Ogni prodotto certificato racconta una storia fatta di saperi, identità e qualità che rende unica la nostra regione". I dati dell'Osservatorio Qualivita, inoltre, confermano proprio il valore economico delle filiere in questo territorio: la Puglia è la seconda regione del Sud Italia per valore della Dop economy, con prodotti leader di grande rilievo quali Puglia Igp e Primitivo di Manduria Dop, per il vino, e Caciocavallo Silano Dop e Burrata di Andria Igp per il cibo.
Il Peperoncino di Calabria Igp
Se la Puglia festeggia la Zampina, la Calabria celebra il riconoscimento di uno dei simboli della propria tradizione gastronomica e culturale: il peperoncino. Con l'iscrizione nel registro europeo, il Peperoncino di Calabria Igp diventa ufficialmente protetto, portando la regione a quota 42 denominazioni complessive tra cibo e vino, per un comparto che genera circa 51 milioni di euro l'anno. La zona di produzione di questo prodotto abbraccia l'intera regione, risultando quindi abbastanza vasta. Questa enorme area produce diversi tipi di peperoncino, e tra le varietà ammesse ci sono il Pizzitano, il Trottolino (localmente chiamato Naso di cane), il Red Devil e il Pinocchio, ma anche Ciliegia, Cayenna, Barbarian, Sigaretta, Calabrese e Jalapeño.
A rendere unico questo prodotto sono le condizioni pedoclimatiche della regione: l'elevata luminosità e il clima caldo e ventilato favoriscono lo sviluppo dei frutti e l'accumulo di capsaicinoidi, le sostanze che danno quel senso di inconfondibile piccantezza al peperoncino, diventato celebre in tutto il mondo. Ma la forza di questo prodotto non è soltanto nel suo gusto forte, deciso e riconoscibile, ma anche nella sua "doppia veste": può, infatti, essere commercializzato sia fresco come ortaggio, oppure essiccato e trasformato come spezia.

Questa flessibilità permette di coprire, di conseguenza, mercati diversi tra loro. A rendersi portavoce di quest'entusiasmo è il presidente del Consorzio, Pietro Serra, che ha ricordato: "Per anni abbiamo sofferto la concorrenza dell'importazione di peperoncino da tutto il mondo, in particolare dall'Asia, spesso a basso costo e con controlli diversi dai nostri standard europei. Era una concorrenza fortemente sbilanciata. Con l'Igp adesso lo scenario cambia: ora possiamo garantire qualità e tracciabilità. L'Europa impone controlli rigorosi, anche sui coloranti e sulla sicurezza alimentare. Questo ci permette di valorizzare il prodotto calabrese e proteggerlo dalle imitazioni". Infine, Serra ha affermato: "Abbiamo il miglior peperoncino al mondo per piccantezza, caratteristiche organolettiche e profumo. La pianta si adatta perfettamente al territorio: qui è praticamente ovunque".