
Sta per arrivare una svolta piccola, ma decisiva, nel mondo della ristorazione: le famose bustine monodose di ketchup e maionese stanno per scomparire. Dall'agosto 2026, infatti, in pub, bar, pizzerie e ristoranti sarà vietato l'uso di queste confezioni singole di salse e altri condimenti, come olio e aceto. La misura rientra in una nuova normativa europea che mira a ridurre l'uso di imballaggi monouso realizzati con materiali non riciclabili.
La plastica è una delle principali cause di inquinamento
Sembra che, finalmente, il problema della plastica stia entrando sempre di più nell'agenda politica europea: dal 12 agosto 2026 saranno vietate le bustine di ketchup, maionese, senape, olio e aceto in tutti i locali commerciali. Il piano rientra in una strategia più ampia dell'Unione Europea, chiamata Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), entrata in vigore nel febbraio dello scorso anno e pensata per limitare l'impatto ambientale di miliardi di confezioni usa e getta. L'obiettivo è ridurre la quantità pro capite di rifiuti del 15% entro il 2040, rispetto ai livelli del 2018, introducendo l'utilizzo di materiali riciclabili e diminuendo gli imballaggi superflui. Per l'UE, infatti, l'utilizzo di plastica monouso è una delle principali cause di inquinamento, in quanto, se non smaltita adeguatamente, finisce per avere un effetto significativo sull'ambiente: secondo alcuni dati, circa la metà dei rifiuti marini, infatti, proviene proprio dagli imballaggi. E a creare questa situazione, nessuno può sentirsi escluso: secondo le stime, nel 2022, ogni persona ha prodotto circa 186,5 kg di rifiuti. Per questo motivo ridurre l'utilizzo di plastica e dei packaging che ne prevedono l'uso diventa un'assoluta priorità: l'Unione Europea è decisa a rendere tutti gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030.
Una misura che interesserà anche il cibo d'asporto: i contenitori utilizzati dai ristoranti per permettere il trasporto dei piatti dovranno essere sostituiti con materiali riciclabili oppure i locali dovranno consentire ai clienti di poter utilizzare i propri contenitori, portati da casa, senza applicare nessun costo extra. Le novità, comunque, non riguarderanno soltanto il cibo: l'Unione Europea ha infatti esteso il divieto anche alle attività alberghiere, mettendo al bando l'uso dei mini flaconcini di shampoo, bagnoschiuma e saponi che potrebbero essere sostituiti da soluzioni più ecologiche, come i dispenser a muro.

Le reazioni
Una misura di questo tipo, per quanto nobile, non poteva essere esente da critiche e perplessità. Una delle maggiori preoccupazioni da parte dei ristoratori riguarda i costi legati all'adozione di materiali riciclabili, spesso più elevati di quelli attualmente in uso, ma anche per le implicazioni igienico-sanitarie. Accanto ai dubbi, però, non sono mancate le reazioni positive, da parte soprattutto di associazioni ambientaliste ma anche di chef particolarmente impegnati nella sostenibilità che hanno accolto la nuova proposta con grande entusiasmo. Il passaggio comunque sarà graduale, permettendo a tutti i ristoratori di smaltire le confezioni già acquistate e di dotarsi di contenitori adeguati.