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11 Gennaio 2026 15:00

Da dove deriva l’espressione “conto salato” e cosa c’entra il sale

Uno dei modi di dire più famosi legati al cibo che indica tutto ciò che è considerato estremamente costoso. Trae le sue origini dagli antichi Romani e dall'importanza che il sale aveva per loro.

A cura di Arianna Ramaglia
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Ci sono modi di dire che ormai impieghiamo così tanto spesso – e praticamente da sempre – che neanche ci interroghiamo sul perché essi vengano utilizzati e, soprattutto, da dove nascano. Ma, se ci fermassimo un istante a pensare ad alcuni detti, scopriremo quanto è divertente e curioso conoscerne le origini e capire il perché di alcune associazioni tra cose apparentemente distanti e appartenenti a mondi diversi.

Tra questi, possiamo citare senza dubbio l'espressione "conto salato": tutti sappiamo per cosa viene utilizzato, ma sai, invece, da dove deriva? E il sale c'entra davvero qualcosa? Te lo raccontiamo in questo articolo.

L'importanza del sale per gli antichi Romani

Possiamo dire che si tratta di uno dei modi di dire più utilizzati da noi italiani, quando siamo al ristorante e ci arriva un conto un pochino troppo alto: per capire da dove nasce, però, bisogna tornare indietro nel tempo. Non si sa con assoluta certezza ma pare che il cosiddetto "conto salato" derivi direttamente dall'Antica Roma, dove il sale era considerato un bene prezioso, uno dei minerali più pregiati in circolazione. Per questa ragione, oltre a essere impiegato nella conservazione degli alimenti, veniva utilizzato anche come forma di pagamento per i soldati: all'epoca, infatti, il sale aveva un valore così inestimabile da essere soprannominato "oro bianco". Per lo stesso motivo, oggi, è di uso comune utilizzare anche il termine "salario" per indicare la retribuzione lavorativa (proprio come quella dei soldati).

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Durante il Medioevo, invece, il sale venne addirittura tassato e, di conseguenza, i mercanti cominciarono ad alzare il prezzo dei prodotti che ne richiedevano l'uso, come ad esempio per i formaggi stagionati. Inoltre, per via di questa tassazione – all'epoca chiamata gabella – il sale divenne eccessivamente costoso e la popolazione, soprattutto le classi meno abbienti, la contestava aspramente. Questi sembrano essere i motivi per cui qualcosa di "salato" viene accostato, in senso figurato, a qualcosa di estremamente dispendioso e lussuoso.

Il sale come simbolo di saggezza e buon senso

Non è l'unico modo di dire legato al sale – e soprattutto non è il primo legato al cibo – e anche altre espressioni, in cui questo ingrediente è protagonista, vengono utilizzate frequentemente nel parlato quotidiano. Di sicuro, ad esempio, avrai sentito dire "avere sale in zucca" o la sua controparte "non avere sale in zucca", usato per descrivere, rispettivamente, una persona saggia e una no.

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Se invece qualcuno ti ha mai detto che sei "il sale della terra" sappi che ti ha fatto uno dei migliori complimenti che potessi ricevere: questa espressione biblica, infatti, viene usata per indicare una persona che dà valore e significato alla vita. Al contrario, se qualcuno ti trova "senza sale" vuol dire che ti considera una persona insipida, banale e priva di carattere.

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