
Sarebbe riduttivo considerare la cucina come un semplicissimo gesto legato al nutrimento: per noi italiani (e non solo) cucinare significa amore, cultura, condivisione e felicità. Ma non è tutto: secondo un recente studio la cucina può diventare un prezioso alleato anche per la tua salute. Un team dell'Istituto di Scienze di Tokyo, infatti, ha dimostrato che cucinare in autonomia almeno una volta a settimana riduce il rischio di sviluppare demenza negli anziani, soprattutto per chi ha competenze culinarie limitate.
Come è stato condotto lo studio
La ricerca, pubblicata su Journal of Epidemiology & Community Health, ha coinvolto 10.978 persone con età pari o superiore ai 65 anni nell'ambito del Japan Gerontological Evaluation Study, un'indagine di coorte su grande scala. Per sei anni, i ricercatori hanno monitorato la salute cognitiva dei partecipanti, raccogliendo allo stesso tempo informazioni sulla frequenza con cui cucinavano in casa e sulle loro abilità in cucina.
I risultati hanno restituito un dato davvero affascinante: preparare pasti fatti in casa almeno una volta a settimana è stato associato a un rischio di demenza più basso rispetto a chi cucina meno frequentemente. Vi sono piccole differenze anche rispetto al sesso: nello specifico, la riduzione è stata di circa il 23% negli uomini e del 27% nelle donne.

Non hai particolare esperienza? Ancora meglio
Una buona notizia arriva anche per chi non è molto pratico ai fornelli. Secondo i dati dello studio, cucinare un pasto alla settimana per chi si considera un cuoco alle prime armi è associato a un abbassamento del rischio di demenza di circa il 67%. Quindi, se hai più di 65 anni e non hai mai cucinato seriamente in vita tua, questo potrebbe essere il momento ideale per iniziare.
Ma perché la cucina fa così bene? Come spiegano i ricercatori, non si tratta solo di alimentazione. Cucinare è un'attività cognitivamente impegnativa: scegliere gli ingredienti, pianificare la ricetta, fare la spesa, organizzare i vari passaggi richiede memoria, coordinazione e concentrazione, tutte funzioni che aiutano il cervello a restare sempre attivo e a ridurre il rischio di sviluppare determinate patologie.

Naturalmente, va ricordato che si tratta di uno studio osservazionale e non di un esperimento controllato: questo vuol dire che non si può affermare con assoluta certezza che cucinare sia direttamente responsabile della riduzione del rischio di demenza. Nel benessere psico-fisico di una persona entrano in gioco, infatti, altri fattori che possono essere determinanti: un'alimentazione sana, l'attività fisica e una maggiore socialità – magari cucinando insieme ad altri, perché no – possono senza dubbio contribuire in modo significativo alla prevenzione delle malattie.