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22 Febbraio 2026 9:00

Criniera di leone o testa di scimmia: com’è fatto e come si usa questo fungo così particolare

L'aspetto è curioso, sembra quello di un soffice cuscino o pompon bianco candido: il suo nome scientifico è Hericium erinaceus, noto da millenni come rimedio naturale nella medicina tradizionale cinese e giapponese, ma si impiega anche come ingrediente in cucina. Andiamo alla sua scoperta.

A cura di Federica Palladini
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Esplorare il mondo dei funghi commestibili è sempre affascinante: negli ultimi tempi, complici anche i social media, a destare curiosità è il cosiddetto fungo criniera di leone (nome scientifico Hericium erinaceus), utilizzato sia a scopi alimentari sia terapeutici originario dell’Asia. Suscita interesse perché unisce due caratteristiche chiave che lo stanno facendo diventare “virale”: l’estetica decisamente inusuale rispetto ai comuni funghi che salta subito all’occhio in uno scroll, associata ai benefici di un superfood in veste di integratore utile al cervello e all’intestino, rendendolo così un prodotto sempre più popolare e richiesto nell'universo delle cure naturali. Conosciamolo meglio.

Che cos’è l’Hericium erinaceus e quali sono le sue caratteristiche

L’Hericium erinaceus è uno dei funghi edibili più strani al mondo, conosciuto internazionalmente come Lion's Mane (criniera di leone), Monkey's Head, testa di scimmia, soprattutto in Cina, e yamabushitake in Giappone, in riferimento ai monaci eremiti che vivono sulle montagne. Appartiene alla famiglia delle Hericiaceae e cresce spontaneamente sui tronchi di latifoglie, dove difficilmente passa inosservato: la sua forma, infatti, non è quella classica con gambo e cappello, ma è simile a una massa bianca vellutata composta da filamenti che ricordano appunto la criniera di un leone, oppure un candido pompon. Lo si trova in Asia orientale, in Oceania, in Nord America e in Europa (Italia compresa, in particolare sugli Appennini, in Sicilia o in Sardegna), ma non è un fungo così facile da reperire.

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Quali sono le sue proprietà: un fungo medicinale

Più che per il suo utilizzo in ambito gastronomico, l’Hericium erinaceus è noto per essere un fungo medicinale, legato al miglioramento del benessere fisico e mentale: nella tradizione curativa cinese e giapponese è usato da millenni in micoterapia, insieme ad altri funghi che vantano proprietà curative come reishi, shiitake e cordyceps. In particolare, la sua azione principale sarebbe quella protettiva nei confronti dell’apparato gastrointestinale, come rimedio naturale per gastriti, ulcere e infiammazioni, in supporto del microbiota, e di quello nervoso, associato in particolare al sostegno delle funzioni cognitive e della memoria durante l'invecchiamento, come dimostrano diverse ricerche. In questa specie fungina, infatti, si trovano sostanze bioattive, come le erinacine, che vengono considerate papabili per una futura applicazione in patologie quali Parkinson, Alzheimer, ictus, ma ancora sono in fase di studio. In commercio, l’Hericium erinaceus si reperisce in veste di integratore alimentare (in capsule, polvere, miscele solubili con cui realizzare un'alternativa al caffè), con estratti che derivano dal micelio (ovvero l’apparato vegetativo dei funghi, che permette il nutrimento e solitamente posizionato sotto terra) oppure dal corpo fruttifero (la parte visibile): come specificato da Altroconsumo, l’Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, per esempio, ancora non ha validato nessuno degli effetti benefici di questi integratori e prima di consumarli è consigliabile consultare il proprio medico.

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Fungo criniera di leone: il suo ruolo in cucina

In versione ingrediente, l’Hericium erinaceus non compare così frequentemente sulle tavole italiane, perché piuttosto difficile da reperire. Dal punto di vista nutritivo si può comparare con gli altri funghi in genere. Ricco di acqua, è povero di grassi e di calorie, contiene fibre e proteine, una buona quantità di vitamine (soprattutto precursori della B e della D) e minerali quali zinco, selenio e potassio, che svolgono un’azione antiossidante contro l’invecchiamento cellulare: il basso contenuto calorico e l’elevata densità di nutrienti lo rendono perfetto inserito all’interno di una dieta equilibrata, in particolare per chi cerca fonti proteiche vegetali, al posto di quelle di origine animale. In questo frangente, la texture compatta, lo rende ideale per preparazioni in cui si vuole ottenere una consistenza carnosa senza usare la carne, mentre il sapore è delicato, ricordando quello dei crostacei e del pollo. Uno dei modi più semplici per cucinarlo è tagliato in pezzi e saltato in padella con olio extravergine, aglio ed erbe aromatiche, ma può essere anche cotto sulla piastra o impanato in stile bistecca o cotoletta vegetale, condito con spezie e accompagnato da salse cremose, tipo maionese o allo yogurt. Nella cucina asiatica viene spesso aggiunto alle zuppe, oppure nel wok insieme alle verdure.

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