27 Giugno 2022 15:00

Cos’è il burro di arachidi: la crema nata grazie a un coleottero, superfood degli Usa

La nascita del burro d’arachidi la si deve anche grazie a un coleottero, che a fine 1800 devastò le piantagioni di cotone spingendo i proprietari terrieri a convertire le coltivazioni in noccioline. Sono stati tanti, successivamente, i padri di questo prodotto.

A cura di Alessandro Creta
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È senza ombra di dubbio tra i simboli per eccellenza degli snack made in Usa. L’abbiamo visto in film e serie tv americane, protagonista delle veloci merende dei ragazzi ma consumato anche dai più grandi. Barattoli di burro d’arachidi, spalmato su pane rigorosamente in cassetta per uno spuntino veloce oppure mangiato a cucchiaiate dai più golosi.

Per tanto tempo in Italia abbiamo considerato il burro d’arachidi un prodotto lontano, geograficamente, e distante, culturalmente, dalla nostra gastronomia, ma da qualche anno a questa parte ormai anche i barattoli di peanut butter sono entrati progressivamente nelle nostre dispense. C’è chi lo ama, c’è invece chi proprio non riesce a mangiarlo: il burro d’arachidi è un alimento divisivo e, complice anche la sua provenienza, resta metaforicamente indigesto a chi invece è geloso della tradizione gastronomica del Belpaese.

Negli Stati Uniti però questo è un alimento simbolo, ampiamente acquistato e consumato tanto dai giovani quanto dagli adulti. I consumatori qui sono divisi tra l’altro in due categorie: chi ama la crema per così dire liscia, chi invece la adora con i pezzetti di arachide al suo interno.

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Secondo alcune stime, inoltre, pare che ogni statunitense in media faccia si fuori un chilo e mezzo di burro d’arachidi ogni anno. Pure nel Regno Unito sembra abbiano un debole per questo prodotto: circa il 40% delle famiglie infatti ne sarebbe consumatore abituale.

Ma quando e grazie a chi nasce questo prodotto? Come si è arrivati a rendere l’industria delle noccioline tra le più fiorenti del Paese, con 13 stati a coltivarle stabilmente? Quando ha iniziato la sua inesorabile diffusione negli Stati Uniti? Pensate che la sua origine, in un intreccio di date e nomi, andrebbe ricondotta (anche) a un particolare personaggio, il quale nel suo curriculum può vantare pure l’invenzione dei corn flakes. Il suo cognome forse dirà qualcosa: John Harvey Kellogg.

Vari personaggi però sono legati all’origine del burro d’arachidi, o meglio di una crema ottenuta dalla macinazione e lavorazione delle noccioline. Va specificato prima di tutto come, fino alla Guerra di Secessione (1861-65), le noccioline erano viste più come alimento destinato agli animali e ai poveri, soprattutto nel Sud del Paese, ma poi furono i soldati nel corso della stessa guerra a iniziare a consumarle in quanto importante fonte di proteine.

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In breve tempo gli Stati Uniti si convertirono alla coltivazione di arachidi, preferendola a quella del cotone anche a causa di un coleottero che ne devastò le piantagioni, mettendo le basi per la commercializzazione su larga scala di prodotti derivati che sarebbe arrivata da lì a qualche anno. Fu, in questo caso, l’agronomo afroamericano George Washington Carver a rivestire un ruolo decisivo, in quanto incoraggiò numerosi proprietari terrieri a convertire le proprie coltivazioni di cotone puntando sulle arachidi.

A fine 1800 il farmacista Marcellus Gilmore Edson brevettò un processo di macinazione delle arachidi tostate con l’aggiunta di zucchero. Nel 1895 invece il dottor John Harvey Kellogg, mente particolarmente ispirata in quanto inventò anche i fiocchi di mais, ideò invece una crema ottenuta dalle arachidi (stavolta però crude), creando un alimento sostanzioso e nutriente per gli ospiti del suo centro di cura.

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Fu invece, sempre in quel periodo, un commerciante di nome George Bayle a pensare al burro d’arachidi come uno snack per tutti, presentandolo sotto questa veste all’esposizione internazionale del 1904 tenutasi a St. Louis. Va poi riconosciuto ad Ambrose Straub il merito di aver formulato un processo di industrializzazione per la produzione del goloso butter. Proprio a inizio 1900 le due grandi aziende Beech-Nut e Heinz iniziarono a commercializzare in tutto il Paese questo alimento, arrivando a una produzione di oltre 15 tonnellate già nel 1907.

Burro d’arachidi e 1 kg di bacon: il panino di Elvis

A base di burro d’arachidi era il panino preferito da Elvis Presley, il quale andava pazzo per il PB&J (Peanut Butter & Jelly) un sandwich con peanut butter, marmellata d’uva, banana a fette e bacon fritto a strisce. Leggenda narra come non si trattasse di un panino normale, bensì di un'intera pagnotta farcita con un barattolo sano di burro di arachidi, un vasetto di marmellata e un chilo di bacon. L’apporto di questa merenda veloce? Appena 8000 calorie.

Burro d’arachidi: il prodotto che non contiene burro

Contrariamente a quanto suggerirebbe il nome, il burro d’arachidi non contiene burro. Si tratta infatti di una crema a base di legumi ottenuta dalla macinazione e lavorazione delle arachidi tostate, macinate per lo più con olio di semi con l’aggiunta di zucchero di canna e sale. Ingredienti semplici, facilmente reperibili, fanno sì che questo prodotto possa essere realizzato facilmente anche a casa.

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