
Se c’è una scena che accomuna quasi tutti i neogenitori è questa: il neonato che si stacca dal seno o dal biberon e l’adulto che inizia una sequenza di pacche, cambi di posizione e sospiri trattenuti… poi, però, al posto del ruttino, un rigurgito enorme. Ecco: riconosco in tutto questo il dubbio del genitore che si chiede se ha sbagliato qualcosa e mi sembra di rivedermi ormai dieci anni fa, con due gemelle appena nate che, a turno, sancivano la fine del pasto con una “bella” fuoriuscita di latte o un sonoro "burp". Ma capire cosa succede davvero durante e dopo la poppata aiuta a ridimensionare molte ansie e a intervenire solo quando serve davvero.
I neonati hanno bisogno di fare il ruttino?
La risposta onesta è: dipende. Durante la poppata il neonato può ingerire aria, soprattutto:
- se la suzione è poco coordinata;
- se il flusso di latte è molto rapido;
- se piange prima di attaccarsi.
Quell’aria, se resta nello stomaco, può dare fastidio, senso di pienezza e tensione. Il ruttino serve proprio a liberare quest’aria intrappolata. Detto questo, non tutti i neonati hanno sempre bisogno di farlo: alcuni riescono a gestirla autonomamente, altri la eliminano con piccoli movimenti o cambi di posizione, altri ancora non mostrano alcun disagio, anche senza ruttino.
Oggi sappiamo che forzare il ruttino non riduce in modo significativo i rigurgiti, né migliora la crescita o il comfort del bambino in modo sistematico. È un gesto utile se il piccolo mostra segnali di fastidio, non una procedura obbligatoria per tutti.

Tecniche e posizioni efficaci
Quando serve aiutare il neonato, la posizione conta più delle pacche e questo perché è importante permettere all’aria di risalire.
Le posizioni più efficaci nella pratica quotidiana sono:
- Posizione verticale con la pancia appoggiata sulla spalla. Il classico “a pelle” o con una mussola tra adulto e bambino, con il busto del bimbo aderente e la testa leggermente sollevata.
- Seduto, sostenuto. Il bambino, seduto sulle gambe, una mano a tenere eretto mento e torace (non la gola), l’altra sulla schiena. Utile soprattutto nei bambini un po’ più grandi.
- Pancia in giù sulle ginocchia. Con il busto appoggiato e le gambe piegate. Aiuta alcuni bambini molto tesi dopo la poppata.
Un punto chiave spesso trascurato: non serve insistere a lungo. Se dopo pochi minuti non succede nulla e il bambino è rilassato, probabilmente non ne ha bisogno.
Quando preoccuparsi del rigurgito
Il rigurgito spaventa molti genitori perché rappresenta un evento visibile ma, nella maggior parte dei casi, è fisiologico. Nei primi mesi, infatti, lo stomaco è piccolo e il passaggio tra esofago e stomaco è immaturo. Il risultato di queste coincidenze è che il latte, essendo liquido, risale facilmente, soprattutto dopo la poppata, quando lo stomaco è più pieno, o durante il cambio del pannolino, quando si applica una pressione sull’addome del piccolo.

Quello che occorre fare, oltre a segnalarlo al pediatra di riferimento, è osservare la presenza di eventuali segnali di allarme, come scarso accrescimento, pianto inconsolabile associato alla poppata, rifiuto persistente del latte, rigurgiti molto abbondanti e dolorosi. Invece, se il bambino cresce regolarmente, mangia volentieri e non mostra dolore (e il materiale espulso non fuoriesce a getto, né è di colore verdastro o ematico) non un problema… se non per gli innumerevoli cambi di vestiti che conseguiranno.
Infatti, le principali Linee guida pediatriche concordano nel sottolineare che il rigurgito non va trattato, ma accompagnato da osservazione e buon senso.
Errori da evitare durante la poppata
Adesso, dopo aver analizzato ruttino e reflusso nel lattante, direi che possiamo anche passare in rassegna i principali errori da evitare.
Prima di tutto mi sento di sottolineare che forzare il ruttino è inutile ed errato: tenere il bambino in verticale troppo a lungo, scuoterlo, insistere per fargli fare il ruttino a tutti i costi quando invece è già rilassato, può essere causa di agitazione e pianto. Molti genitori, tendono a cambiare posizione continuamente, ma non sanno che troppe acrobazie possono aumentare l’ingestione di aria e, paradossalmente, aumentare il problema che si cerca di risolvere. Interpretare ogni rigurgito come un problema, poi, è profondamente errato fortunatamente… e non significa, soprattutto, che lo svezzamento debba essere anticipato per “cercare di risolvere il problema”. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, è la costituzione del neonato a determinare il reflusso.
Insomma, tutto sta nell’osservare il bambino e, se ha bisogno, aiutarlo a fare il ruttino senza applicare una regola rigida e senza spaventarsi di un eventuale rigurgito. Come spesso accade nei primi mesi, meno controllo e più ascolto rendono tutto molto semplice. Anche per noi genitori.
Verdiana, la Dietista delle famiglie