video suggerito
video suggerito
Assetati
rubrica
5 Giugno 2024
15:00

Che cos’è l’Iba e quali sono i cocktail riconosciuti da quest’associazione

L'International Bartender Association è l'organizzazione professionale che rappresenta i bartender di tutto il mondo. Con oltre 200.000 membri, l'Iba si pone come obiettivo la promozione della cultura del bere bene.

69
Immagine

L'Iba, ovvero l'International Bartender Association, è l'organizzazione professionale che rappresenta i bartender di tutto il mondo. Con oltre 60 associazioni nazionali affiliate e più di 200.000 membri, l'Iba si pone come obiettivo la promozione della cultura del bere bene, l'elevazione degli standard professionali e la valorizzazione della figura del bartender come artista del bere miscelato. Fondata nel 1951 in Inghilterra, oggi è un punto di riferimento per tutti i barman del pianeta e l'organo che ufficializza i cocktail classici, creando una sorta di "registro" che viene aggiornato negli anni.

Cos'è e come nasce l'Iba

La data di nascita dell'Iba è 24 febbraio 1951 nel saloon del Grand Hotel di Torquay, nel Regno Unito, unendo sette associazioni nazionali provenienti da Inghilterra, Danimarca, Italia, Paesi Bassi, Svezia, Francia e Svizzera. Per i primi anni si è limitata ad essere un'associazione internazionale utile al mondo della mixology ma forse un po' fine a se stessa: le cose cambiano nel 1960 durante il congresso nazionale a Parigi.

Immagine

All'Hotel Scribe un'intuizione geniale dell'italiano Angelo Zoppa cambia per sempre la storia dei bartender: la creazione di un ricettario ufficiale che cataloghi e classifichi i drink, chiedendo ai rappresentanti di ogni comitato nazionale di elencare le ricette più rappresentative per ciascuna nazione. L'anno dopo a Oslo viene presentata la prima lista di cocktail ufficiali IBA con l'intenzione di uniformare in tutto il mondo le ricette dei cocktail e la loro preparazione.

Le cose non sono cambiate molto da quel momento: la mission e gli obiettivi sono ancora gli stessi e sono perseguiti con discreto successo. L'Iba si impegna a:

  • Promuovere la cultura del bartending: organizza eventi, pubblicazioni e corsi di formazione per diffondere la conoscenza e l'apprezzamento del bartending come arte e mestiere.
  • Elevare gli standard professionali: l'Iba definisce standard per la preparazione dei cocktail, l'igiene e la sicurezza nei bar e la condotta professionale dei baristi.
  • Valorizzare la figura del bartender: i lavoratori vengono visti come artisti del bere miscelato e l'associazione promuove la loro professionalità e il loro contributo al settore dell'ospitalità.

Dal 1976 c'è l'esplosione del movimento arrivando a 30 Paesi membri. Oggi gli Stati sono ben 67 con 8 Paesi osservatori pronti a entrare nell'associazione.

Quali sono i cocktail ufficiali Iba

I cocktail Iba sono i drink universalmente riconosciuti dall'associazione. Le ricette sono codificate in modo tale che un drink sia riproducibile in ogni parte del mondo. Nella ricetta troviamo la lista di ingredienti, le dosi, le guarnizioni, il bicchiere e la tecnica da utilizzare.

Immagine

Ad oggi ci sono 101 cocktail ufficiali Iba, suddivisi in tre categorie:

  • The Unforgettables, (gli indimenticabili), ovvero "tutte quelle indimenticabili ricette classiche che rappresentano la Bibbia delle origini del bere miscelato con una consolidata distribuzione mondiale";
  • Contemporary Classics, (i classici contemporanei), sono quei "drink classici ancora popolari simbolo di classe e prestigio nel bere";
  • New Era Drinks, (i drink della nuova Era), sono le ricette nuove "periodicamente riviste e calibrate sull'evoluzione dei consumi e delle mode del momento".

Al momento sono stati rilasciati cinque ricettari Iba e solo otto drink sono stati sempre presenti: Bloody Mary, Daiquiri, Grasshopper, Manhattan, Negroni, Old Fashioned, Paradise e Rose. A questi drink si uniscono Bacardi e Planter’s Punch, sempre presenti con denominazioni differenti.

Per entrare nella lista dei cocktail ufficiali IBA, un drink deve soddisfare una serie di criteri rigorosi. Innanzitutto storici, perché il drink deve avere una storia e un'origine ben documentate; deve avere ingredienti facilmente reperibili e una ricetta chiara, concisa e facile da seguire. Il drink deve poi essere popolare e apprezzato a livello internazionale.

Cos'è la World Cocktail Competition

Uno dei grandi meriti di Iba è stato quello di ideare le competizioni per bartender: la prima si è svolta ad Amsterdam nell'ottobre del 1955. A vincere è stato proprio un italiano, Giuseppe Neri, apripista di tutti i concorsi e le competizioni che si susseguono tutt'oggi.

Immagine

L'attuale formula della World Cocktail Competition (WCC) è stata elaborata nel 2011 e si compone di sei categorie differenti:

  1. Flairtending, il miglior cocktail preparato con l’acrobatica tecnica flair;
  2. Before Dinner Cocktail, il miglior cocktail aperitivo;
  3. Sparkling Cocktail, il miglior cocktail a base di Champagne o altro vino spumante;
  4. Fancy Cocktail; il miglior cocktail creato liberamente, senza nessun vincolo di tecnica e ingredienti, ma servito in un bicchiere trasparente;
  5. Longdrink; il miglior cocktail oltre i 120 ml
  6. After Dinner Cocktail; il miglior cocktail da dopo cena, digestivo o da dessert che sia.

Dopo le finali i sei vincitori competono nella Super Finale per creare "IBA Cocktail of the Year". Il vincitore della WCC Super Final viene invitato alla Super Finale dell’anno successivo per preparare il "Cocktail di Benvenuto" per la nuova competizione.

Immagine
A cura di
Leonardo Ciccarelli
Nato giornalista sportivo, diventato giornalista gastronomico. Mi occupo in particolare di pizza e cocktail. Il mio obiettivo è causare attacchi inconsulti di fame.
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
69
api url views