
Se l’Italia è quel paese in cui anche quando si sta a tavola si parla di cibo, perché non lo si dovrebbe nominare mentre si canta? Sono tantissime, infatti, le canzoni che contengono riferimenti gastronomici, nei titoli o nei testi: alcune tra le più celebri hanno in comune l'essere state eseguite per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo, giunto quest’anno alla sua settantaseiesima edizione. In occasione di Sanremo 2026, che si svolgerà dal 24 al 28 febbraio, abbiamo fatto un viaggio tra note e sapori, alla scoperta di quei brani in cui il cibo diventa un riferimento ben preciso, metafora di amore, solitudine, confusione, ma anche rappresentazione di un intero popolo, tra pizza, pasta, caffè e vino. Ecco 10 brani – in realtà ne scoprirai qualcuno in più – da mettere in una playlist a tema cucina.
1. Felicità, Al Bano e Romina, 1982

Non potevamo iniziare la nostra lista se non con questa canzone, in cui “è un bicchiere di vino con un panino, la felicità”. Al Bano e Romina la portano a Sanremo nel 1982 e diventa una hit intramontabile, che passa di generazione in generazione. Un testo positivo, che parla delle piccole gioie di ogni giorno e che, nell’epoca del “mai una gioia”, ogni tanto fa bene riascoltare.
2. Il babà è una cosa seria, Marisa Laurito, 1989

Parafrasando il testo, a essere una cosa seria è Marisa Laurito, una delle più grandi professioniste del mondo dello spettacolo che con la sua capacità di sdrammatizzare è entrata nel cuore di molti. In questo brano il cibo è narrato in tutti i suoi aspetti principali: cultura, identità, conforto (in senso di comfort food) e a essere protagoniste sono le specialità gastronomiche partenopee. Da una napoletana Doc non poteva che essere altrimenti. Oltre al tipico dolce al rum ci sono l’addore d’a pummarola, ‘e zite con il ragù, o gnocco cu ‘a muzzarella e poi, un monito da scolpire a imperitura memoria “l’amor, l’amor, l’ammore viene e va, ma il maccherone resta”.
3. L’albero delle noci, Brunori Sas, 2025

Il cantautore Dario Brunori si classifica terzo nell’edizione dello scorso anno del Festival con una canzone che parla della meraviglia e allo stesso tempo del senso di inadeguatezza nel diventare genitore, due sentimenti contrastanti che determinano una vera e propria rivoluzione interiore. Nel testo il cibo si lega alla Calabria, dov’è nato e dove ha scelto di vivere, come metafora delle sue contraddizioni. Una delle strofe più belle recita “sono cresciuto in una terra crudele dove la neve si mescola al miele”, facendo riferimento proprio a un dolce della tradizione povera calabrese, la scirubetta: la neve ghiacciata e tritata si mette in un bicchiere e si condisce con del miele, solitamente di fichi.
4. La terra dei cachi, Elio e le Storie Tese, 1996

Una canzone che si canticchia dopo 30 anni esatti, con un testo dove il cibo diventa parodia: lo stereotipo perfetto per raccontare le storture dell’Italia in modo ironico e tagliente. Tra le espressioni più note ci sono “una pizza in compagnia, una pizza da solo”, “prepariamoci un caffè, non rechiamoci al caffè”, “la donna cannolo”, “Italia sì, Italia no, Italia gnamme, se famo du spaghi”. Più chiaro di così.
5. La paranza, Daniele Silvestri, 2007

Con una canzone dal ritmo leggero, Daniele Silvestri a Sanremo nel 2007 non faceva certo l’elogio della famosa frittura di pesce, ma si immergeva nella cronaca più nera made in Italy, compresi fatti di mafia, come l’arresto del boss Bernardo Provenzano e di camorra, con il termine che in gergo campano indica la criminalità organizzata dei gruppi camorristici. Lo stesso usato dallo scrittore Roberto Saviano nel suo romanzo La paranza dei bambini, paragonando i pesci piccoli che vengono intrappolati nelle reti dei pescatori ai giovani che prendono la strada del crimine, da cui è difficile uscire.
6. L’italiano, Toto Cutugno, 1983

Se vuoi raccontare il nostro Paese, non puoi prescindere dai suoi simboli gastronomici. Ce lo dimostra pure Toto Cutugno che, con la chitarra in mano, in questo inno popolare, canta prima “Buongiorno Italia, gli spaghetti al dente” e poi “Buongiorno Italia con il caffè ristretto”. Un vero e proprio manifesto che ha varcato i confini nazionali e che fa ricordare qualche regola culinaria a cui è meglio non trasgredire.
7. 7000 caffè, Alex Britti, 2003

Sfiora il primo posto Alex Britti con questa canzone sull'entusiasmo e l’eccitazione che dona l’amore: non si tratta dell’unico brano sanremese dove compare la parola caffè. L'abbiamo già vista nel precedente testo, ma la riscopriamo in un titolo anche nell’edizione del 1981, con il celebre Caffè nero bollente di Fiorella Mannoia. Facendo un altro salto temporale, in tempi recenti è Marco Mengoni a inserirla nel pezzo Due vite, che conquista il primo posto nel 2023: si tratta del verso “caffè col limone contro l’hangover”, un rimedio di cui, però, non c’è in realtà nessuna evidenza scientifica.
8. Il timido ubriaco, Max Gazzè, 2000

Siamo all’inizio del nuovo millennio e con questo splendido brano Max Gazzè ci dà l’opportunità di tornare a parlare di vino nelle canzoni presentate al Festival. Nel suo brano descrive un uomo “chino, su un lungo e familiar bicchier di vino”, incapace di aprirsi alla donna – sposata – di cui è innamorato. Difficoltà nel dichiarare i propri sentimenti ce l’hanno anche Blanco e Mahmood nella loro Brividi ("e ti vorrei amare ma sbaglio sempre"), al top nel 2022: qui compare “tu che mi svegli al mattino, tu che mi sporchi il letto di vino”. Dai contesti descritti, questi vini ce li immaginiamo rossi e corposi: per gli amanti dei bianchi, invece, ci pensa Loretta Goggi nel 1981 che inizia con una romantica e bucolica “voglia di stringersi e poi vino bianco, fiori e vecchie canzoni”, facendoci poi scoprire che era tutto un imbroglio, maledetta primavera.
9. Olly, Balorda nostalgia, 2025

A Sanremo, infine, c’è chi non rivela quali sono le ricette che prepara o cosa beve, ma ci fa capire che il cibo in quel momento è sinonimo di mancanza, legato a una persona che non è più presente nella quotidianità. Lo hanno fatto con versi molto simili due giovani e amatissimi artisti, Olly e Ultimo: il primo, nel 2025, vincendo il Festival con la canzone Balorda nostalgia (“e metto ancora un piatto in più quando apparecchio a cena”) e il secondo nel 2019 nel brano I tuoi particolari, dove scrive: “è da tempo che cucino e metto sempre un piatto in più per te”.
Bonus track: L’assenzio, Bluvertigo, 2001

Nell’anno, questo, il 2026, della loro (ennesima) reunion non possiamo non citare i Bluvertigo: il gruppo arriva a Sanremo nel 2001 con un pezzo che li fa finire all’ultima posizione. Evidentemente i distillati non portano fortuna al Festival: anche Vasco Rossi, con Vita spericolata nel 1983 si piazzava, infatti, al penultimo posto "bevendo del whisky al Roxy Bar". In entrambi i casi, i brani sono diventati di culto. Senza dimenticare che Morgan & Co. nel testo della canzone citano anche il "cibo giapponese”, quando il pesce crudo del Sol Levante – al di fuori di Milano – era ancora uno sconosciuto.