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Domani è la Festa del papà e a Roma tutti i padri potranno avere le zeppole di San Giuseppe gratuitamente e a casa per rispettare i decreti governativi dettati dall’emergenza Covid-19. L’iniziativa ideata da Foodys e Puro Sud, due aziende capitoline che hanno deciso di regalare i dolci a tutti i padri della Capitale.

“Le emozioni a casa delle persone”

Puro Sud è una rosticceria, Foodys è l’app di food delivery 100% italiana nata dalla fusione di Moovenda e Prestofood. Insieme hanno deciso di regalare le zeppole preparate da Puro Sud, consegnate grazie ai rider di Foodys. Due zeppole in regalo seguendo questo link per prenotare e se si vogliono più dolci basterà selezionare le box a pagamento da 4, 6 o 12 pezzi, sia nella versione classica che con la ricotta. Il ceo di Foodys, Simone Ridolfi, ha spiegato che “La missione è sempre stata quella di portare emozioni a casa delle persone”.

Piatti di San Giuseppe

La rosticceria in queste tragiche settimane ha donato ogni giorno i prodotti invenduti alla Chiesa ma dopo l’ultimo decreto emanato da Giuseppe Conte sono stati costretti alla chiusura. “Non potevamo lasciare le famiglie senza zeppole” dice Vito Mirko Greco, il fondatore di Puro Sud, e allora ecco l’iniziativa.

Perché le zeppole si mangiano a San Giuseppe?

L’origine di questo dolce è antichissima, risale addirittura al 500 a.C. secondo alcuni scritti romani e il nome stesso deriva dal latino “Serpula”, per la forma a serpentello che assume la ciambella dolce al momento della preparazione. La ricetta della Zeppola di San Giuseppe, secondo lo scrittore e storico Raffaele Bracale, risale al 1800 per opera di Pasquale Pintauro, il pasticciere che con ogni probabilità ha inventato la sfogliatella napoletana. Il maestro, grazie agli scritti di Ippolito Cavalcanti, sarebbe venuto a conoscenza delle ricette dell’Antica Roma e avrebbe arricchito l’impasto con uova, strutto ed aromi vari e procedendo poi a una doppia frittura prima in olio profondo e poi nello strutto fuso e  bollente. I Romani le mangiavano il 17 Marzo, in onore di Sileno, il precettore di Bacco e dio della vinificazione e dell'ubriachezza.

Per un motivo molto simile, si mangiano le zeppole a San Giuseppe, che oltre ad essere il “precettore” di Gesù, è anche il Santo Patrono dei friggitori. Ancora oggi a Napoli il 19 marzo, giorno della Festa del Papà, le friggitorie portano i banchetti davanti alle botteghe per vendere le zeppole in strada.