
Siamo abituati alle dolci colline costellate di filari, ma il vino sembra essere destinato a salire verso l’alto, guardando sempre di più alla montagna. Tra cambiamento climatico e salvaguardia del territorio, valorizzazione di prodotti autentici e la sempre maggiore diffusione del turismo enogastronomico, la viticoltura eroica sta tornando ad appassionare coltivatori e consumatori, con le sue produzioni contenute che avvengono su terreni impervi, in condizioni estreme e che sfidano la gravità. A quanti metri sul livello del mare può arrivare un vigneto? Probabilmente le cifre a cui penserai saranno sempre più basse di quelle che si raggiungono nella realtà, grazie soprattutto al lavoro di coltivatori ed enologi, tra tradizioni antiche che vengono recuperate o vere e proprie sperimentazioni. Dal Tibet al Perù, passando anche per l’Italia, ecco dove si trovano i vigneti che toccano il cielo.
Tibet

In questo momento il primato spetta al Tibet che, non a caso, è conosciuto come il “tetto del mondo”: qui sorge l’Himalaya, la catena montuosa dove svetta la montagna più alta di tutte, il famoso Monte Everest, con i suoi 8848 metri sul livello del mare. Ma non solo: sull’altopiano tibetano a fare capolino ci sono dei vigneti che crescono ad altezze straordinarie che superano i 3500 metri, entrati di diritto nel Guinness dei primati. Il titolo di più alto al mondo spetta dal 2018 al Pure Land & Super-high Altitude Vineyard, situato nella prefettura di Lhasa che vanta il record ufficiale di 3.563,31 mt. Si tratta di 67 ettari coltivati a Vidal, Muscat e Bei Bing Hong, una varietà autoctona cinese. A fare notizia, di recente, è l’esportazione a Hong Kong di 84 bottiglie di vino dell’azienda Pazhu Vineyard, situata a Shannan, nel sud del Tibet, che produce ad altitudini comprese tra 3.507 e 3.716 metri.
Argentina

In Argentina i vigneti più alti al mondo si trovano nel nord-ovest del Paese, tra le selvagge Valli Calchaquí della provincia di Salta, dove la vite cresce a quote che superano i 3.000 metri. Quali sono le condizioni? Aria rarefatta, intensa radiazione solare e forti escursioni termiche tra giorno e notte, che permettono alle uve di maturare sviluppando aromi concentrati e mantenendo un’acidità vivace. Il caso più celebre è probabilmente quello di Altura Máxima, della cantina Bodega Colomé che raggiunge i 3.111 metri, a lungo considerata tra le vigne più elevate del pianeta, con il suo Malbec, vitigno a bacca nera di origine francese. A salire in cima ci ha pensato anche un celebre winemaker a livello mondiale, Roberto Cipresso, che produce a Cafayate un Malbec a 2200 metri, molto intenso e fresco.
Perù

La Sierra del Perù è considerata un vero e proprio laboratorio per la viticoltura eroica mondiale: nel paese sudamericano l’allevamento della vite è stato introdotto dagli spagnoli a partire dal XVI secolo, con quello di montagna che negli ultimi tempi si sta sviluppando accanto a quello costiero. Qui si raggiungono altezze mozzafiato tra i 2800 e i 3300 metri coltivati soprattutto con vitigni europei come il Sauvignon Blanc, il Sangiovese e il Cabernet Sauvignon. Anche in questo caso, le condizioni climatiche presentano forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, molto sole e pendenze estreme che richiedono una gestione manuale. L’enologo Roberto Cipresso, precedentemente nominato, nel 2019 ha piantato nei pressi di Cuzco per l’azienda Premium Brands un vigneto a 3360 metri, vicino al famoso sito archeologico e al "polo" di sperimentazione culinaria Mil Centro dello chef Virgilio Martinez, nel cuore delle Ande.
Spagna

Approdando in Europa, la prima menzione speciale va alla Spagna. Tra i più noti ci sono i vini naturali d’altura dell’azienda Barranco Oscuro, vicino a Granada, in Andalusia. Ci troviamo nel sud del Paese, dove il Mediterraneo si fa sentire, ma a 1368 metri sul livello del mare, immersi nelle montagne dell’affascinante Sierra de La Contraviesia: nel 1979 Manuel Valenzuela fonda la cantina che diventa nel tempo un punto di riferimento per la viticoltura naturale eroica, producendo varietà autoctone e internazionali. Il comune più alto di Spagna, invece, è Vilaflor, in quel di Tenerife (Canarie): l’isola, con il suo terreno vulcanico e il clima primaverile per tutto l’anno ospita diversi vigneti, tra cui quelli della Bodegas Reverón, diventata popolare per le sue viti a 1300 metri.
Italia

Quando si parla di vini che superano i 1000 metri, il nostro paese non è certo da meno. Dove trovarli? Praticamente a Nord e a Sud: in Valle d’Aosta e in Calabria, accomunate entrambe da un territorio difficile dove la vite è stata capace di adattarsi alle condizioni più avverse. La viticoltura di montagna della Valle d’Aosta si lega al Monte Bianco, nella zona di Morgex-La Salle, nel nord-ovest della regione più piccola d’Italia: il vitigno protagonista è il Prié blanc, che regala un suggestivo panorama di filari contornati da muretti in pietra che arrivano fino a 1200 metri. Si sale, invece, a 1300 metri nel Parco Nazionale della Sila, a Cava di Melis (in provincia di Cosenza), dove Emanuele De Simone con l’azienda agricola di famiglia Immacolata Pedace ha fatto sorgere quello che spesso è definito il “Vigneto più alto d’Europa”, ricavando da terreni prima incolti, vini rossi, rosati e bianchi, tra Cabernet, Merlot, Pinot e Chardonnay. In Italia, vigneti oltre i 1000 metri ci sono anche in Trentino Alto Adige e in Sicilia, nella zona dell’Etna.
Svizzera

Non ci allontaniamo molto dall’Italia con altre vigne che arrivano a 1150 metri di quota, che anch’esse frequentemente definite come le più alte d’Europa. Siamo in Svizzera, nel Canton Vallese, precisamente nel comune di Visperterminen, dove la vite tra questi alti e assolati monti cresce già dal Medioevo. Protagonista è un antico vitigno autoctono, l’Heida (conosciuto anche come Païen, Traminer o Savagnin Blanc), che dà un vino bianco che ricorda gli agrumi, la frutta secca e quella esotica: la sua presenza è attestata ufficialmente dal 1500 e la parte più alta di Visperterminen non a caso è chiamata Heidadorf, che significa “il villaggio dell’Heida”. Il nome di riferimento è la St. Jodern Kellerei, una cantina cooperativa fondata nel 1979 che conta più di 500 membri con una produzione che si attesta intorno alle 4000 bottiglie all’anno.