
Se da un lato gli atleti stranieri sembrano aver trovato nel cibo italiano un motivo in più per sorridere, dall'altro c'è chi racconta una verità meno edulcorata. Ai Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, la mensa del Villaggio è uno dei temi più chiacchierati. Tra medaglie, record personali e successi memorabili, anche il cibo è diventato protagonista indiscusso delle Olimpiadi made in Italy.
Diversi giorni fa, poco prima dell'accensione del braciere e del conseguente inizio dei Giochi, erano tantissimi gli atleti stranieri che sembravano estasiati dal cibo nostrano. C'era addirittura chi, attraverso i social, spiegava di non riuscire più a fare a meno di pietanze come pizza, lasagne e tiramisù. Accanto alle lodi, però, spicca una voce che ha fatto parecchio rumore e che ai più patriottici non piacerà: "Dopo diversi giorni consecutivi, la pasta inizia a rivoltarmi lo stomaco". Parole di Gleb Smolkin, pattinatore di figura georgiano, che si è lamentato (e non poco) del cibo che sta mangiando durante la sua esperienza olimpica in Italia.
"Non ne posso più del cibo italiano"
Prima dell'inizio delle Olimpiadi, dai siti istituzionali si poteva leggere che le mense sarebbero state aperte 24 ore su 24 e che avrebbero servito menu personalizzati per ogni atleta, anche a secondo del suo paese d'origine. "Al villaggio non c'era nessun tipo di cucina russa o georgiana, niente del genere. Il cibo qui è europeo e abbastanza monotono. La pasta inizia a stufarmi e a rivoltarmi lo stomaco, spero che cambino menu perché avevano promesso di farlo ogni cinque giorni", così Gleb Smolkin a Fanpage. Senza troppi giri di parole, l'atleta ha aspramente criticato il tipo di cucina offerto agli atleti suggerendo che ci sarebbe bisogno anche di cibo russo o georgiano, di cui invece non c'è proprio traccia.

Secondo il pattinatore che, insieme alla fidanzata Diana Davis, rappresenta la Georgia nella danza su ghiaccio, mangiare pasta tutti i giorni causerebbe troppa monotonia alimentare. Una lamentela ripresa anche da testate internazionali come il The Times britannico, che ha sottolineato come le critiche di Smolkin siano state percepite come un "punto di ebollizione" rispetto all'orgoglio culinario italiano, riconosciuto e valorizzato anche dall'Unesco.
La critiche però sembrerebbero essere in netta minoranza rispetto agli apprezzamenti. Secondo i reportage di testate come NBC e agenzie internazionali, gli atleti olimpici non solo sono entusiasti dell'offerta gastronomica, ma anche delle camere all'interno dei villaggi. Si potrebbe tranquillamente dire che, eccezion fatta per Smolkin, l'organizzazione delle Olimpiadi italiane sia stata molto più apprezzata rispetto a quella dei Giochi parigini del 2024. In quella circostanza diventarono virali i video e le foto degli atleti che dormivano in cortile per mancanza di aria condizionata e le polemiche sul cibo offerto, che era scarso in termini di quantità e qualità.