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18 Febbraio 2026 16:00

Seguire la Dieta mediterranea può allungare la vita da 2 a 4 anni secondo uno studio cinese

Uno studio pubblicato su Science Advances rivela che lo stile alimentare mediterraneo può aumentare l'aspettativa di vita di circa due anni: un dato che resta valido anche in soggetti con fattori genetici meno favorevoli alla longevità.

A cura di Arianna Ramaglia
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Una nuova ricerca, recentemente pubblicata, ha messo nero su bianco ciò che nutrizionisti e ricercatori affermano già da anni: seguire fedelmente la Dieta mediterranea può allungare l'aspettativa di vita. Chi basa le proprie abitudini alimentari su questo regime può guadagnare in media circa due anni di vita in più: è quanto suggerisce lo studio, condotto dall'Università di Scienza e Tecnologia di Huazhong, che ha analizzato e confrontato diversi regimi alimentari, alcuni dei quali potrebbero aumentare la durata della vita fino a quattro anni in più.

Come è stata condotta la ricerca

Che la dieta mediterranea fosse un alleato essenziale per la nostra salute era già ben noto, ma ulteriori conferme scientifiche non possono far altro che bene. Un nuovo studio, pubblicato su Science Advances e coordinato da Yanling Lv dell'Università di Scienza e Tecnologia di Huazhong, in Cina, ha studiato diversi stili alimentari per capire in che modo possano influire sulla longevità di un individuo. Per farlo sono stati presi in esame i dati alimentari di 103.649 persone, inserite nella Biobanca del Regno Unito, uno dei più grandi archivi sanitari al mondo. I partecipanti sono stati monitorati per circa un decennio e i diversi modelli alimentari sono stati comparati per stimare quanto possa aumentare l'aspettativa di vita di chi segue una dieta sana rispetto a chi ha abitudini meno virtuose.

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I cinque modelli alimentari presi in analisi sono stati: la Dieta mediterranea, valutata attraverso l'Alternate Mediterranean Diet score (AMED), un sistema di punteggio che valuta il livello di aderenza allo stile alimentare mediterraneo; la dieta per la riduzione del rischio di diabete; la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), indicata per combattere l'ipertensione; una dieta a base vegetale; e l'AHEI (Alternative Healthy Eating Index), ricca di frutta, verdura, cereali integrali, noci, legumi e povera di carni rosse e lavorate, bibite, sodio e cereali raffinati, sviluppata per prevenire malattie croniche. L'obiettivo era valutare quanto questi modelli alimentari possano influire sulla mortalità e sull'aspettativa di vita, tenendo conto, però, anche di fattori genetici: i ricercatori, infatti, hanno analizzato il DNA dei diversi partecipanti, valutando 19 varianti genetiche associate alla longevità. Inoltre, durante il periodo di osservazione, sono morte 4.314 persone, un dato che, combinato con gli altri dati a loro disposizione, ha permesso ai ricercatori di stabilire quanto la vita possa allungarsi in base al regime alimentare, stimando l'aspettativa di vita in uomini e donne di circa 45 anni.

Quanto si può vivere in più? I risultati dello studio

Il team di ricercatori ha dimostrato che la durata della vita può aumentare per chi segue uno dei cinque modelli alimentari analizzati, rispetto a chi ha abitudini meno sane. Nello specifico, gli uomini che hanno seguito la Dieta mediterranea avrebbero guadagnato circa 2,2 anni di vita, mentre per le donne l'aumento arriverebbe a 2,3 anni. L'AHEI, invece, è quello associato alla maggiore stima di aumento della longevità, considerando che potrebbe allungare l'aspettativa di vita fino a 4,3 anni negli uomini e 3,2 nelle donne. Anche la dieta per la riduzione del rischio di diabete avrebbe portato a un incremento stimato di 3 anni negli uomini e 1,7 anni nelle donne, mentre una dieta a base vegetale avrebbe mostrato risultati pari, rispettivamente, a 2,1 e 1,9 anni. Infine, per la dieta DASH, i dati stimati sarebbero di circa 1,9 anni per gli uomini e 1,8 per le donne.

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Il dato più interessante, come sottolineano gli autori dello studio, riguarda la componente genetica: grazie all'analisi del DNA dei partecipanti, i ricercatori hanno potuto dimostrare che le abitudini alimentari sono in grado di influenzare l'aspettativa di vita in modo indipendente dai "geni della longevità". In altre parole, una persona con una predisposizione genetica sfavorevole può trarre beneficio dalla qualità della propria dieta, in termini di anni di vita aggiunti, indipendentemente dal suo patrimonio genetico, per quanto riguarda i fattori genetici presi in considerazione dalla ricerca.

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