
Se pensi a un viaggio negli Stati Uniti, oltre alla miriade di città, parchi e canyon da esplorare, non puoi non immaginare di mangiare una gigante pizza slice al volo per strada. Nella maggior parte dei casi, quella fettona è condita con pomodoro, un "quintale" di formaggio e pepperoni. È proprio da quest’ultimo ingrediente che parte il nostro racconto sulla pizza più amata dagli americani. Anche se oggi molti italiani ne sono consapevoli, è importante chiarire che i “pepperoni” non sono gli ortaggi che siamo abituati a consumare in abbondanza tra maggio e settembre, ma un salame piccante nato e sviluppato esclusivamente negli Stati Uniti.
Se questa pizza oggi è la più rappresentativa, la più riconoscibile, nonché quella "americana per eccellenza", non è una coincidenza, ma il risultato di un lungo percorso storico e culturale. Dietro questa slice iconica si nasconde una storia fatta di immigrazione italiana, adattamenti ai gusti locali e nascita di nuovi prodotti, che hanno trasformato un piatto popolare napoletano in uno dei simboli più forti del cibo americano contemporaneo.
Che cos'è il pepperoni: il salame dal nome equivoco amato dagli americani
Come raccontavamo poc'anzi, la pizza pepperoni è oggi la più amata dagli statunitensi. Basta pensare a un sondaggio realizzato qualche anno fa da YouGov che descriveva il salame pepperoni come il condimento preferito in assoluto negli Stati Uniti, presente in circa il 53% delle pizze ordinate. Ogni anno, infatti, sulle pizze americane vengono consumate centinaia di milioni di chili di questo salame speziato, a conferma di una popolarità senza rivali. Nonostante il nome italiano, si tratta di una creazione italo-americana nata all'inizio del Novecento, probabilmente a New York, in quei quartieri che iniziavano a essere abitati dagli immigrati italiani, a Chicago e a New Haven (Connecticut). Il pepperoni è un salame stagionato, più morbido, dalla grana fine e dal colore rosso acceso, spesso prodotto industrialmente e pensato per essere facilmente affettato e distribuito.

Le prime testimonianze scritte del pepperoni risalgono al 1919. Dopo la fine della Prima guerra mondiale, questo alimento iniziò a comparire negli store americani e veniva servito come antipasto, ma la sua diffusione come topping per pizza avvenne soprattutto a partire dagli anni Cinquanta. Tutto ciò è una testimonianza del fatto che si tratta comunque di un prodotto che è stato soggetto inizialmente a sperimentazioni prima di diventare il condimento americano per eccellenza. Successivamente, con l’espansione delle grandi catene di pizzerie e del fast food, il gusto pepperoni si afferma perché economico, conservabile e adatto alla produzione di massa.
Il nome pepperoni nasce da un equivoco linguistico tra Italia e Stati Uniti. In italiano, la parola peperoni indica i peperoni dolci, quelli grandi e carnosi, e non un salume. Quando gli immigrati italiani arrivarono in America, il termine venne storpiato e adattato all’inglese americano, diventando pepperoni. Il nuovo nome fu scelto per richiamare l’idea di qualcosa di speziato e piccante "pepper", dal momento che il salame conteneva pepe e paprika, ingredienti che gli conferivano sapore e colore rosso acceso. Con il tempo, pepperoni smise di avere qualsiasi legame con i peperoni come verdura e iniziò a identificare esclusivamente questo salame stagionato tipicamente americano.
Dalla napoletana alla pepperoni: la pizza Made in Usa
Tante persone sanno che, prima di diventare un'icona americana, la pizza nasce a Napoli. Furono proprio i primi immigrati napoletani a portarla oltre oceano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, adattandola ai gusti e agli ingredienti disponibili. Città come New York, Boston, Chicago e New Haven si specializzarono come i primi grandi centri della pizza americana, mentre locali storici come Lombardi's iniziarono a servire pizze ispirate al modello napoletano. Se ci pensiamo, in effetti la pizza pepperoni ricorda in tutto e per tutto la diavola che, tradizionalmente, prevede l'uso del salame tipo Napoli piccante. A spiegarcelo è proprio la storia di questo prodotto, il cui nome richiama il carattere speziato e deciso del condimento. Negli Stati Uniti, però, il salame italiano venne reinterpretato e sostituito dal pepperoni, un prodotto nuovo, creato appositamente per il mercato americano.

Questo processo è conosciuto come "effetto pizza": una locuzione puramente antropologica che prevede l'emigrazione e la trasformazione di un piatto tradizionale per poi fare ritorno a casa. Un prodotto come la pizza, infatti, è emigrato oltre un secolo fa insieme a quelle persone che hanno deciso di puntare sul fantomatico "sogno americano". Giunta sulle coste americane, la pizza è diventata più ricca, più condita e più abbondante, e il gusto pepperoni ne è un chiaro simbolo identitario. La pizza pepperoni è il risultato di una storia di migrazioni e successo globale che parte da Napoli e passa per New York, raccontando come il cibo possa cambiare identità senza perdere le proprie radici.