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31 Luglio 2023 15:00

Perché le cozze non vanno mangiate nei mesi con la R

Cozze e frutti di mare si mangiano oppure no nei mesi che contengono la erre? Una credenza popolare in parte vera: le cozze più buone si trovano in estate, quindi nei mesi senza "R". La regola non vale per tutti i conchigliacei.

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Se chiedi a una qualsiasi nonna quando mangiare le cozze ti dirà senza possibilità di controbattere che le cozze si mangiano rigorosamente nei mesi senza erre. Per molti questa regola va estesa a tutti i frutti di mare ma è davvero così? In parte è vero ma cerchiamo di capire se si tratta di una leggenda o c'è un fondo di verità.

La verità dietro "i mesi senza R" per le cozze

Questo detto è molto in voga nelle località marittime italiane ma, sorprendentemente, c'è molta confusione a riguardo. Basta fare una rapida ricerca in rete per trovare tutto e il contrario di tutto. Questo vuol dire che anche all'interno della stessa credenza popolare c'è chi dice una cosa e chi ne dice un'altra. Andiamo con ordine: è vero che le cozze non vanno mangiate nei mesi con la "R"? Sì, è vero. La cozza raggiunge il massimo del proprio splendore in estate, da maggio ad agosto, nei mesi che non contengono una erre dunque.

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I mesi autunnali e invernali sono quelli in cui le cozze si riproducono, un processo molto complesso per i mitili che altera la chimica interna del frutto di mare. Le carni dei prodotti ittici (di tutti, pesci compresi) sono più "stressate" durante la fase della riproduzione, quindi meno pregiate. Quando troviamo cozze nei mesi invernali sono sicuramente di importazione, magari coltivate in mari oceanici con caratteristiche e temperature diverse da quelle del Mediterraneo.

C'è invece chi dice che i frutti di mare debbano essere mangiati rigorosamente nei mesi con la "R", ovvero da settembre ad aprile (gennaio è una "macchia" che in francese e in inglese viene cancellata). Questa credenza popolare nasce molti anni fa, quando non c'erano i frigoriferi, e quando l'abitudine di mangiare pesce crudo era molto più diffusa rispetto ad oggi. Mangiare un prodotto ittico senza previa cottura obbliga il commensale a mangiarlo fresco, ben conservato, per evitare fastidiose intossicazioni alimentari. Anche questo detto ha un fondo di verità: sebbene non sia attinente alle cozze, è pur vero che i ricci di mare danno il meglio da febbraio ad aprile perché ingrassano per prepararsi alla riproduzione che avviene in estate. Stesso discorso per le ostriche che d'estate vivono in acque in cui l'alta temperatura sviluppa delle alghe che rilasciano tossine, che vengono poi assorbite dai frutti di mare. Mangiando quasi sempre le ostriche crude bisogna stare molto attenti. Le vongole invece racchiudono entrambe le versioni della credenza popolare: ci sono tante specie di vongole che si riproducono in diversi periodi dell'anno quindi a seconda della tipologia sarà meglio mangiarle in autunno-inverno o in primavera-estate.

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Quello che i piatti non dicono
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