
Lunghi, rossi, lucidi e dall'aspetto quasi gommoso: i latiao sono difficili da confondere con qualsiasi altro snack. Basta addentarne uno per incontrare una consistenza elastica e un gusto deciso, dove il piccante si mescola a note dolci e speziate. In Cina fanno parte da anni della quotidianità, soprattutto tra i più giovani, ma oggi stanno conquistando anche il pubblico occidentale. La loro storia, però, comincia molto lontano dai social: nascono nel 1998, dopo una devastante alluvione che colpì la provincia dello Hunan, da un'idea nata per necessità e diventata, nel tempo, un vero e proprio fenomeno.
Dall'emergenza alle merende: la storia dei latiao
A guardarli sembrano quasi strisce di carne essiccata, ma i latiao sono fatti principalmente di farina di frumento. Il loro nome significa letteralmente "strisce piccanti" e descrive bene l'aspetto e il carattere di questo snack: bastoncini rossi, ricoperti di olio e spezie, dal gusto piccante e leggermente dolce e da una consistenza elastica e gommosa. La loro storia comincia nel 1998 a Pingjiang, nella provincia cinese dello Hunan. In quell'anno una serie di devastanti alluvioni distrusse il raccolto locale di soia e spinse i produttori della zona a cercare un'alternativa con cui realizzare un alimento da conservare e consumare come provvista di emergenza: nacquero così i latiao, destinati inizialmente a essere un prodotto semplice e accessibile.
Con il tempo, però, quello che era nato per necessità si trasformò in uno degli snack più diffusi nei supermercati cinesi: la produzione si industrializzò e i latiao diventarono soprattutto un alimento associato all'infanzia e all'adolescenza, una merenda da mangiare a scuola o davanti alla televisione. La loro fama è stata accompagnata anche da una certa reputazione negativa: per anni sono stati considerati un esempio di junk food, anche a causa dei dubbi sugli additivi e sulle condizioni igieniche della produzione. Oggi alcune aziende stanno cercando di cambiare questa immagine, intervenendo sulle ricette e riducendo, per esempio, quantità di olio, sale, zucchero e additivi.

Come sono fatti i latiao e perché sono così gommosi
La caratteristica che colpisce più di tutte quando si assaggia un latiao è probabilmente la consistenza. Non sono croccanti come una patatina e non hanno la morbidezza di un normale prodotto da forno: sono elastici, spugnosi e leggermente gommosi, tanto da essere stati descritti anche come una sorta di "tofu gommoso". Per ottenere questa consistenza si parte da farina e glutine di frumento lavorati tramite estrusione ad alta pressione e temperatura: questo processo modifica la struttura delle proteine creando una matrice elastica e spugnosa, ideale per assorbire l'olio e le spezie: l'impasto viene poi trasformato nelle caratteristiche strisce, che vengono condite fino ad assumere il colore rosso acceso e quell'aspetto lucido dato dall'olio.
Il risultato è uno snack dalla combinazione piuttosto particolare: piccante, dolce, speziato e molto saporito, con una consistenza che lo distingue dalla maggior parte degli snack occidentali. Ed è proprio questo contrasto a renderlo curioso anche per chi lo assaggia per la prima volta. In Cina esistono numerosi marchi e varianti, ma la popolarità dei latiao non è più confinata al mercato interno: secondo l'Ansa, infatti, oggi vengono esportati in oltre 160 Paesi, mentre negli Stati Uniti, in Australia e in altri mercati vengono acquistati nei negozi specializzati, sulle piattaforme di e-commerce e attraverso i social.

Dai supermercati cinesi a TikTok: perché i latiao sono diventati un trend
La nuova vita internazionale dei latiao – come tanti altri prodotti a noi noti – passa soprattutto dai social: TikTok e Instagram sono pieni di video in cui persone di Paesi diversi li assaggiano per la prima volta, spesso cercando di capire quanto siano davvero piccanti o confrontandosi con la loro particolare consistenza. Il fenomeno si inserisce anche nella crescente curiosità verso la cultura cinese, il cosiddetto trend di "chinamaxxing", un fenomeno nato sui social che non riguarda soltanto il cibo, ma che ha contribuito a portare prodotti e abitudini cinesi all'attenzione di un pubblico internazionale. I numeri raccontano bene la dimensione raggiunta dal fenomeno: l'industria dei latiao vale oggi oltre 60 miliardi di yuan, circa 8,9 miliardi di dollari. In uno stabilimento di Pingjiang vengono prodotte quasi 700 tonnellate di snack al giorno, mentre uno dei maggiori produttori cinesi ha registrato una forte crescita delle vendite all'estero.
Ma il successo dei latiao non si ferma alle confezioni vendute online. In Cina alcuni marchi hanno iniziato a trasformare lo snack in un vero fenomeno pop, organizzando eventi, aprendo pop-up e persino matrimoni a tema latiao: pare che un'azienda ne avrebbe organizzati più di 4.000. Nel frattempo, il prodotto continua a circolare sui social attraverso video di assaggi, formati giganti e persino costruzioni realizzate interamente con le caratteristiche strisce piccanti. Così, da semplice alimento nato in un momento di difficoltà, il latiao è diventato un prodotto dell'industria dello snack e, oggi, uno dei simboli più curiosi della nuova attenzione internazionale verso la cultura gastronomica cinese.