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23 Gennaio 2026 16:00

Un presidente in esilio, una pianta tropicale e una cicca: nascita del chewing gum

Dove e come nasce la gomma da masticare? Sebbene l’abitudine di masticare risalga addirittura al Neolitico, il chewing gum moderno è stata inventato alla fine del XIX secolo. Scopriamo la sua storia, una vera avventura che coinvolge una pianta usata dai Maya, un presidente in esilio e un inventore americano.

A cura di Martina De Angelis
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C’erano una volta una pianta tropicale conosciuta fin dai tempi dei Maya, un presidente in esilio e un inventore americano: non è l’inizio di una favola ma la storia di un prodotto dolciario unico, amato in tutto il mondo soprattutto dai più piccoli. È il chewing gum, o gomma da masticare detta all’italiana, un dolcetto “moderno” ma che in realtà è conosciuto da millenni, seppure in forma diversa da quella odierna. La gomma da masticare, infatti, risponde a uno dei bisogni primari dell'uomo, quello di masticare, tant’è che ogni civiltà antica ha avuto la propria versione primordiale di chewing gum.

La caratteristica di questo prodotto, infatti, è proprio quella di essere l’unico dolce sul mercato pensato per essere solo masticato e non mangiato (anche se ingoiarla non provoca nessun danno, se non quello di favorire carie e avere effetti lassativi). Oggi esistono gusti di chewing gum di qualsiasi genere, infinite variazioni della formula gomma naturale-zucchero-additivi-aromi, ma la gomma da masticare originale era senza sapore: chi è stato a inventarla? La storia della gomma da masticare moderna affonda le sue origini nell’antica usanza dei Maya di masticare una loro versione di gomma, il chicle, abitudine che sarebbe rimasta esclusivamente locale se non fosse stato per i due protagonisti del nostro racconto, due personaggi che vissero alla fine del XIX secolo: Antonio López de Santa Anna e Thomas Adams.

Le origini della gomma da masticare

La storia della gomma da masticare è incentrata sul Centro e Nord America perché il chewing gum moderno deriva dal chicle messicano e perché la cultura della masticazione è molto forte in quella zona di mondo, ma in realtà è un tratto comune che si ritrova in tutte le culture antiche risalendo fino all’epoca neolitica. La tradizione culturale della gomma da masticare sembra infatti essersi sviluppata attraverso un processo di evoluzione convergente: tracce di questa abitudine sono presenti separatamente in moltissime delle prime civiltà per molteplici motivi, che vanno dagli stimoli gustativi all’igiene orale.

Ciascuno dei primi precursori della cicca moderna deriva da escrescenze naturali presenti nella regione di appartenenza: una gomma di 5.000 anni fa a base di catrame e corteccia di betulla, con impronte di denti, è stata ritrovata a Kierikki, in Finlandia, una scoperta ancora più antica rinvenuta in Estonia risale a 10.500 anni fa. Antiche forme di gomme naturali sono state ritrovate anche in Grecia, provenienti dal mastice e resina di lentisco, in Cina dove si usavano le radici di ginseng, nel Nord America, dove i nativi utilizzavano il pino da zucchero e la linfa di abete rosso, in India dove era comune masticare le noci di betel e tra la popolazione eschimese che usava il blubber, ovvero il grasso di balena.

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Come non citare poi il Sud America, diretto responsabile della nascita del chewing gum moderno. Le testimonianze rinvenute riguardo alle abitudini dei Maya hanno messo in luce come fosse consuetudine, tra la popolazione, masticare una vera e propria gomma naturale ricavata da una pianta tropicale (Manilkara chicle) tipica del Centro America. È l’ennesima testimonianza di come la masticazione appartenga agli istinti primari dell'uomo e di come ogni civiltà da ogni parte del mondo, ha provato a trovare la migliore soluzione possibile per soddisfare questo bisogno, fino ad arrivare alla gomma da masticare contemporanea.

Storia ed evoluzione del chewing gum moderno

Da millenni Maya dello Yucatán estraevano il lattice da certi alberi, che loro chiamavano chicle, per farne gomma da masticare per scaricare la tensione che si accumula nelle mascelle, scacciare la fame, semplicemente fare qualcosa, un po' come altrove si masticavano le foglie di coca o il tabacco, solo con meno danni e meno assuefazione. La gomma da masticare sarebbe rimasta un’abitudine strettamente locale se non fosse per un personaggio determinante della metà dell’800, Antonio López de Santa Anna.

Santa Anna è stato un importante militare e uomo politico: fu il generale a capo dell'esercito nella famosissima battaglia di Alamo contro gli USA, ha poi intrapreso la carriera politica, arrivando all'elezione a Presidente del Messico per ben undici volte nell'arco della sua esistenza; non a caso è passato alla storia come Generalissimo ma anche come (sua modestissima auto-definizione) "il Napoleone del West". Cosa c’entra quest’uomo con il chewing gum? Quando non era impegnato a fare il capo di stato, Santa Anna era a capo di qualche esercito, pratica che lo portava ciclicamente in prigione o in esilio. Proprio uno di questi periodi di “disgrazia” lega Santa Anna alla gomma da masticare, in particolare l’esilio che lo portò a passare un periodo negli Stati Uniti. In cerca di un modo per arricchirsi durante il suo periodo di allontanamento forzato dalla madre patria, Santa Anna si ispirò a un’abitudine che aveva fin da bambino, ovvero masticare il chicle, gomme autoprodotte dalla sostanza degli omonimi alberi.

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Durante l'esilio se ne porta una scorta in Texas, prima della partenza verso New York, ma non immagina il prodotto per essere mangiato, la sua idea è lavorare il lattice del chicle per trasformarlo in una alternativa molto più economica alla gomma, il materiale dagli infiniti usi industriali e domestici. Santa Anna coinvolse nel progetto l’inventore e imprenditore Thomas Adams, il secondo protagonista di questa storia: è proprio lui ad attuare l’idea del presidente in esilio e ottiene effettivamente le prime palline di chicle, che però furono un grande fallimento commerciale. Santa Anna poco se ne tornò in Messico a passare la vecchiaia e Adams rimase solo con un carico di lattice apparentemente inutile. Ma ricordi cosa abbiamo detto? Thomas Adams era un inventore. L’idea gli venne osservando una ragazza masticare una sorta di chewing gum già esistente (derivato da quello dei nativi americani), ma durissimo e pieno di impurità. Ecco l’illuminazione: il chicle era più elastico, capace di staccarsi in pezzi e ricomporsi e più puro, quindi perché non trasformarlo in un alimento masticabile?

Così l’inventore fonda un’azienda, la Adams New York Chewing Gum propone le prime palline masticabili, quasi del tutto insapori, e inizia a commercializzarle nel 1871 in una drogheria di Hoboken, nel New Jersey. Il prodotto inizia ad avere un discreto successo, ma per il boom vero e proprio bisogna attendere la comparsa di altri due personaggi fondamentali in questa storia: John Colgan, che nel 1875 è il primo a pensare di aromatizzare la gomma di Adams con balsamo e polvere di pepsina, e William G. White, che alla fine del 1880 perfeziona la formula sostituendo il chicle con sciroppo di glucosio, dando vita al primo chewing gum alla menta piperita. Anche Adams inizia allora ad aromatizzare le sue gomme e così nasce ufficialmente l’industria della chewing gum. In questo panorama si inserisce anche la Fleer Corporation, fondata nel 1885, azienda che lavorò per creare un proprio prodotto distintivo: proprio così nasce l’iconica bubble gum, la gomma da masticare più famosa, dall’aroma fruttato, dal colore rosa e dalla consistenza così elastica da consentire ai consumatori di fare le famose “bolle”.

Negli anni successivi il chewing gum esplode negli Stati Uniti come vera e propria moda, ma ancora è un fenomeno che rimane localizzato alla terra dove è stato inventato. In tutto il mondo arrivano grazie alle guerre mondiali, in particolare alla seconda, perché Ancel Keys inserisce le gomme da masticare nelle Razioni K da mandare al fronte: innanzi tutto, masticare la gomma produce saliva ed aiutava i soldati a tenere pulito il proprio apparato orale, a smorzare la tensione al fronte e a camuffare il sapore non proprio buonissimo delle razioni alimentari. Le gomme vennero puntualmente scambiate dai soldati americani con gli abitanti locali e il resto è storia: il chewing gum esplode in tutto il mondo, diventando un fenomeno globale.

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Per quasi 100 anni il chewing gum è stato prodotto sempre con lo stesso metodo: solo nel Dopoguerra arriva la gomma sintetica a base di butadiene, perché più facile ed economica da produrre; questo è anche il periodo di maggior consumo perché masticare una gomma diviene un vero simbolo della controcultura e della ribellione adolescenziale. E se è vero che negli ultimi 20 anni le vendite sono calate rispetto a un tempo – un po’ per la perdita di questo fascino ribelle. Un po’ perché è meno forte l’esigenza di consumo di questo prodotto, visto più come uno “sfizio” occasionale – il chewing gum rimane tutt’oggi icona, soprattutto per l’effetto nostalgico che scatena ripensando a quando masticarla era l’antistress naturale per eccellenza e il metro di giudizio per “darsi un tono”.

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