
Viviamo in un'epoca in cui il cibo resta uno dei linguaggi più universali di umanità, una categoria che non ha bisogno di conoscere le lingue per avvicinare tutti. Medici Senza Frontiere, un'organizzazione umanitaria internazionale, che fornisce soccorso medico d'urgenza in oltre 70 paesi a popolazioni colpite da conflitti, epidemie e disastri naturali, ha avviato un nuovo progetto. Si chiama "Il Mondo a tavola, 10 ricette Senza Frontiere" e si tratta di una raccolta che, attraverso piatti di dieci paesi, ci invita a esplorare culture lontane.

Più di un semplice ricettario, questa iniziativa online gratuita intreccia sapori e narrazioni che superano i confini geografici, puntando a far riflettere sulle sfide dell’insicurezza alimentare nei contesti più fragili del pianeta.
Sapori che raccontano identità e quotidianità
Le ricette selezionate offrono uno spaccato culturale dei contesti in cui opera Medici Senza Frontiere. Dal Mozambico arrivano i samosa, piccoli fagottini di pasta di farina fritti o al forno che contengono spezie e verdure. Dall'Africa ci spostiamo in Messico con i tacos: un prodotto che non ha bisogno di tante spiegazioni. Tortillas calde che avvolgono ripieni semplici, parecchio speziati e intensi e che sono il simbolo di una cucina popolare riconosciuta come patrimonio dell'Unesco.

Ritorniamo nuovamente in Africa, con il ful medames del Sudan: un piatto amatissimo a base di fave cotte condito con olio e spezie che racconta una tradizione antica e quotidiana. Nella Repubblica Democratica del Congo il saka saka, invece, viene preparato con foglie di manioca o spinaci ed esprime il legame profondo tra terra, agricoltura e comunità. Passiamo all'Ucraina dove il borsch porta in tavola una zuppa che è memoria familiare e identità nazionale, un piatto che attraversa le stagioni e le generazioni.

Il ricettario non si limita a celebrare la varietà gastronomica, ma invita a riflettere sulle fragilità che attraversano molti di questi paesi. Il lahmacun turco, sottile focaccia condita con carne e spezie, e la saltah yemenita, zuppa densa e profumata, rimandano a tavole condivise in contesti segnati da conflitti e instabilità. Anche i dessert raccontano molto più di un semplice momento dolce: la kunafa palestinese, con la sua pasta filante e lo sciroppo aromatico, è simbolo di festa e tradizione, mentre l’haft mewa afghana, preparata con frutta secca e noci, richiama le celebrazioni del nuovo anno e la speranza di rinascita. Attraverso questi piatti, Medici Senza Frontiere ricorda che il cibo non è soltanto cultura ma diritto, e che in molte aree del mondo l’insicurezza alimentare resta una delle emergenze più gravi e silenziose. Il ricettario diventa così un invito a sedersi idealmente a una tavola globale.