
Il tonno rosso è uno degli ingredienti più preziosi della cucina giapponese, un protagonista indiscusso di sushi e sashimi di alta qualità. Ma quando si parla di questo pesce non si può pensare a un unico tipo di carne: ogni parte del tonno ha caratteristiche diverse, un sapore specifico e una consistenza particolare. Proprio come accade con alcuni tagli pregiati della carne, anche il tonno viene suddiviso seguendo la sua anatomia per valorizzarne ogni parte: in Giappone la tecnica di sezionamento del tonno è nota come maguro kiri, mentre la spettacolare arte della sfilettatura dal vivo prende il nome di maguro kaitai. Dal grande pesce si ricavano tagli differenti, ognuno con un equilibrio diverso tra parte magra e grasso: i tre principali sono akami, chutoro e otoro, considerati vere eccellenze della tradizione gastronomica nipponica.
Tonno rosso giapponese: caratteristiche e i tre tagli più importanti
Il tonno rosso, chiamato in Giappone maguro, è considerato uno dei pesci più pregiati della gastronomia nipponica. La sua carne è apprezzata per il colore rosso intenso, la consistenza compatta e la capacità di mantenere un sapore deciso anche quando viene servita cruda. Nella cultura culinaria giapponese il tonno ha un ruolo centrale soprattutto in preparazioni semplici e in cui il pesce viene servito principalmente crudo, dove la qualità della materia prima è fondamentale. La semplicità di queste preparazioni permette infatti di valorizzare caratteristiche che altrimenti rischierebbero di essere nascoste, come il gusto naturale del pesce e la consistenza della carne. La differenza tra i vari tagli dipende dalla posizione della carne all'interno del tonno: le zone più vicine alla spina dorsale sono generalmente più magre, mentre quelle vicine alla pancia presentano una maggiore quantità di grasso. Da questa distinzione nascono i tre tagli più famosi: vediamoli di seguito.

Akami
L'akami è la parte più magra del tonno rosso e si ricava dalla zona centrale del pesce, lontana dalle parti più grasse. La sua caratteristica principale è proprio la purezza del gusto: avendo una quantità ridotta di grasso, permette di percepire in modo netto il sapore del pesce, senza la componente più morbida e avvolgente degli altri tagli. In questa parte, infatti, si esprime al massimo l'umami: l'elevata presenza di acido inosinico regala un profondo gusto umami, mentre l'abbondanza di mioglobina dona alle fibre magre le tipiche e piacevoli note minerali e ferrose. Per queste caratteristiche l'akami è spesso considerato il punto di riferimento per chi vuole apprezzare il sapore autentico del tonno rosso.
Chutoro
Il chutoro si trova nella zona di passaggio tra la parte magra e quella più ricca di grasso, nello specifico nella parte posteriore della pancia o nelle sezioni laterali e dorsali del pesce. È un taglio particolarmente ricercato perché unisce due caratteristiche diverse: il sapore deciso dell'akami e la morbidezza tipica delle parti più grasse. A livello cromatico, si differenzia per un colore rosa tenue, che sfuma dal rosso della polpa magra ai toni più chiari delle striature di grasso. La presenza di quest'ultimo rende la carne più tenera e dona una consistenza più vellutata, senza però renderla troppo ricca: proprio questo equilibrio lo ha reso uno dei tagli più apprezzati dagli amanti del tonno. Rispetto all'akami, il chutoro risulta più delicato e con una consistenza più fondente, ma mantiene comunque una buona intensità aromatica.
Otoro
L'otoro è il taglio più pregiato: si ricava dalla sezione più anteriore e profonda della ventresca (la pancia vicina alla testa), dove la marezzatura di grasso raggiunge la massima densità. Visivamente si presenta di un rosa molto pallido, quasi bianco in certi punti, proprio per via delle evidenti striature di grasso (marezzatura): il grasso distribuito tra le fibre rende la carne quasi burrosa e dona una sensazione più cremosa al palato. Vista la sua notevole ricchezza, l'otoro viene spesso esaltato dalla tecnica aburi: molti chef scelgono di scottarlo leggermente in superficie con un cannello, un processo che scioglie i grassi superficiali sprigionando aromi caldi e affumicati. Essendo una parte limitata rispetto alla quantità totale di carne ottenibile da un tonno, l'otoro è diventato uno dei simboli della cucina giapponese di alta qualità.
Maguro kaitai: il rituale giapponese del taglio del tonno
Per ottenere questi tre tagli è necessario un lavoro estremamente preciso, racchiuso nella pratica del maguro kaitai: il termine indica proprio la tecnica giapponese di scomposizione del tonno, un'operazione che richiede esperienza, conoscenza dell'anatomia del pesce e grande abilità manuale. A differenza di un semplice taglio, il maguro kaitai segue una procedura studiata per separare le diverse parti senza danneggiare la carne: i maestri utilizzano coltelli specifici e molto lunghi, capaci di seguire la struttura del pesce e ricavare porzioni precise.

Il rituale può trasformarsi anche in una vera dimostrazione pubblica: il taglio del tonno viene spesso eseguito davanti agli ospiti, mostrando la tecnica necessaria per valorizzare ogni parte dell'animale. Dietro la distinzione tra akami, chutoro e otoro c'è quindi una filosofia precisa della cucina giapponese: conoscere la materia prima, rispettarla e sfruttarne ogni caratteristica. Un unico pesce può così offrire esperienze gastronomiche completamente diverse, dal gusto intenso della parte magra alla morbidezza della ventresca. Oggi, questo profondo rispetto per la materia prima si estende anche all'ambiente: apprezzare a pieno un tonno rosso significa anche prediligere esemplari provenienti da pesca sostenibile o da allevamenti certificati, per tutelare il futuro di questa straordinaria specie.