
Possiamo certamente constatare che, negli ultimi anni, l'attenzione verso un'alimentazione sana ed equilibrata sia cresciuta a dismisura. Collateralmente sono tantissimi gli healthy food che hanno raggiunto una grande fama e che sarebbero stati presi poco in considerazione qualche tempo fa. Social, marketing, merchandising: tutte prerogative che hanno fatto sì che il successo dei cibi sani prendesse il sopravvento. Questo tipo di cultura ha portato prodotti come il tè giapponese matcha concretamente sotto i riflettori. Ormai si trova praticamente ovunque: dai drink alcolici ai dolci, con una fama globale che cresce giorno dopo giorno.
Ma il matcha non è l'unico tè che merita questa popolarità, ne esistono tante altre varietà tra cui l'hojicha. Dal gusto morbido, aromatico e dalle note calde, questo prodotto meriterebbe più spazio ma è ancor troppo poco conosciuto eccetto da chi è strettamente appassionate al mondo del tè. Caratterizzato da un profilo unico e dal basso contenuto di teina, l'hojicha sta comunque guadagnando spazio sia nelle credenze sia negli articoli di giornale. Conosciamolo meglio.
Cos’è l’hojicha e qual è la sua storia
Anche l'hojicha fa parte della famiglia dei tè verdi ma, rispetto a quelli "tradizionali", la sua peculiarità consiste nella tostatura ad alte temperature. Questo prodotto nasce dalla geniale intuizione di un mercante giapponese che, nei primi anni del ‘900, decise di tostare le foglie di tè verde. Un passaggio che trasforma le caratteristiche foglie per l'infusione, in un colore ambrato caldo e conferisce aromi che richiamano la nocciola, il caramello e un leggero sentore di affumicato.

Si tratta di un prodotto di prima selezione dal tipico colore nocciola che, grazie alla tostatura, ha ottenuto un gusto leggermente più affumicato. Le foglie usate sono spesso quelle della seconda raccolta o anche parti meno pregiate della pianta come steli e rametti, il che lo rende un tè morbido nel gusto e naturalmente povero di teina rispetto ad altri tè verdi. Nato a Kyoto negli anni '20 come modo per valorizzare tè invenduti, l’hojicha è diventato un classico delle case giapponesi e, più recentemente, una bevanda che sta iniziando a farsi conoscere anche fuori dal Giappone.
Preparazione e differenze con il matcha
È giusto che tu sappia quali siano le differenze con il matcha. Quest'ultimo è un tè verde in polvere finissima fatto da foglie giovani coltivate all'ombra e macinate: il sapore è fortemente erbaceo e contiene un livello molto alto di teina.
L’hojicha, invece, tradizionalmente viene consumato come tè da casa o nei caffè specializzati, piuttosto che come ingrediente di massa. Il suo profilo più morbido e meno “instagrammabile” di un verde acceso lo ha tenuto fuori dall’onda virale che ha catapultato il matcha sotto gli occhi di tutti. Eppure proprio queste caratteristiche lo rendono una valida alternativa per chi cerca benessere quotidiano senza frastuoni di tendenza.

Si prepara usando 3 grammi di foglie di tè per 250ml di acqua a 75 °C, lasciando in infusione per due minuti. Per la versione in polvere, invece, occorre un grammo di prodotto per 60ml di acqua a 75 °C, da montare con il chasen (茶筅), ovvero il piccolo frustino tradizionale di bambù essenziale per sciogliere la polvere e creare la tipica schiuma fine. Acquistabile nei negozi o tramite siti specializzati, il costo si aggira tra i 10-15 euro per circa 100 grammi di prodotto.