
Le pentole di terracotta sono uno degli strumenti più antichi e diffusi nel bacino del Mediterraneo. Fra le più antiche pentole utilizzate nella storia della cucina, sono usate da sempre per le cotture lunghe (stufati, zuppe, sughi, minestre) grazie alla capacità di mantiene il calore a lungo anche dopo aver spento la fiamma: in questo modo non solo la cottura dei cibi sarà migliore, ma si ridurrà la necessità di fiamme alte. Anche se oggi il loro uso è meno frequente di un tempo, sono ancora comunque in vendita e molti le apprezzano, anche perché sono dei bellissimi oggetti anche da esporre in cucina.
La manutenzione della terracotta, però, è un po’ diversa da quella delle pentole comuni: si tratta di un materiale sensibile che soffre urti e shock termici, e se non è provvisto di uno strato di smalto (che comunque può rovinarsi se non trattato a dovere) tende a essere molto poroso e ad assorbire sia liquidi sia odori. Per questo è bene imparare a pulire e conservare nel modo giusto le pentole di terracotta, a partire dal trattamento necessario prima del primo utilizzo fino al modo migliore di lavarle, asciugarle e riporle. Ecco come prenderti cura delle tue stoviglie di terracotta, in modo da non rovinarle e farle durare nel tempo.
Perché le pentole di terracotta richiedono una pulizia particolare
Le pentole in terracotta sono apprezzate per la loro capacità di distribuire il calore in modo lento e uniforme e per il modo in cui riescono ad esaltare i sapori degli alimenti, che si cuociono con meno grassi e favorisce una cottura delicata degli alimenti. Inoltre sono bellissime: vederle sui fornelli o esposte sulle mensole delle credenze trasmette l’idea di una cucina calorosa, accogliente, proprio come quella delle nonne di un tempo.

Cucinare con la terracotta è ancora un’opzione molto valida, ma affinché la pentola renda al meglio è necessario che tratti il materiale con cura, perché richiede una pulizia particolare, diversa da quella degli altri materiali con cui sono realizzate oggi le pentole (per esempio l’acciaio). La terracotta, infatti, è un materiale poroso per natura che assorbe facilmente acqua, saponi e detersivi, inoltre soffre particolarmente gli shock termici e non va molto d’accordo con l’umidità. Per tutti questi motivi è preferibile evitare la lavastoviglie, soprattutto per la terracotta non smaltatama, e lavarle a mano, devi evitare i detergenti chimici aggressivi e usare al loro posto ingredienti naturali, devi sempre lasciare asciugare la stoviglia perfettamente (anche 24 ore) per evitare l’umidità e devi eseguire un trattamento iniziale prima del primo utilizzo.
Se la pentola è nuova, infatti, sin può svolgere un trattamento per reidratarla, soprattutto se si parla di terracotta grezza: la pentola viene trattata con temperature molto elevate in fase di produzione, quindi il materiale tende a seccarsi ed è molto alto il rischio di provocare delle crepe. Tutto quello che devi fare è mettere la pentola a bagno per 24 ore in acqua fredda, poi svuotarla, e farla asciugare in posizione semi rovesciata (cioè leggermente sollevata, con la bocca che non aderisce del tutto al piano) per 4-5 ore o comunque finché non è perfettamente asciutta. Non sottovalutare mai l’asciugatura finale, sia che si parli di primo utilizzo, di cottura ordinaria o di pulizia straordinaria; la pentola di coccio, infatti, non va mai lasciata umida, per evitare che l’umidità ristagni nei pori, xon il rischio che si formi della muffa.
Come lavare le pentole di terracotta senza rovinarle
Una delle regole fondamentali per lavare le pentole di terracotta senza rovinarle è non usare mai prodotti aggressivi, saponi e detersivi abrasivi, aggressivi o troppo profumati: non solo tendono a rovinare il materiale, ma verrebbero assorbiti dalla terracotta rimanendo all’interno della stoviglia e aumentando così la possibilità di penetrare nel cibo quando lo cuoci al suo interno. Come fare quindi a lavarle dopo l’utilizzo? Per un semplice lavaggio quotidiano, quindi rimuovendo sporco che non sia incrostato, è sufficiente usare dell’acqua calda e un po’ di bicarbonato, combinazione che detergerà con delicatezza l’interno della pentola; se non hai il bicarbonato va bene anche usare un sapone neutro o ecologico, ma ne devi aggiungere appena qualche goccia. Lava le pentole di terracotta a mano, mai in lavastoviglie, e utilizza panni morbidi o spugnette non abrasive per evitare di graffiare il materiale.
Incrostazioni e residui: come toglierle senza danneggiare la terracotta
Può capitare che lo sporco da rimuovere sia più resistente, che le macchie siano ostinate o che il cibo si sia bruciato attaccandosi un po’ sul fondo della pentola. Cosa fare in questi casi? Prima di tutto non grattare con veemenza usando pagliette abrasive, questo è solo un modo per graffiare l’interno della pentola e rovinarla per sempre. Quello che devi fare è ammorbidire le incrostazioni utilizzando soluzioni a base di acqua e prodotti naturali che sicuramente hai in dispensa.
Se lo sporco è particolarmente ostinato prepara una soluzione di acqua tiepida, sale e aceto, inseriscila all’interno della pentola e lascia agire per 10-15 minuti, poi svuota il recipiente e usa un panno morbido per rimuovere i residui ormai ammorbiditi. Se le macchie e le incrostazioni ancora non si sono ammorbidite abbastanza passa alle “maniere forti”: prepara una pasta di bicarbonato e acqua, lascia agire per 10 minuti, poi strofina delicatamente con un panno morbido, mentre se le incrostazioni sono particolarmente indurite cospargi di sale l’interno della pentola e crea una sorta di scrub naturale da strofinare delicatamente con una spugna umida. Il sale ha un’azione leggermente abrasiva ma generalmente delicata.

Potrebbe capitare che la pentola emani cattivo odore, anche dopo averla lavata e scrostata: dipende sempre dalla porosità della terracotta e alla facilità con cui assorbe tutto, anche gli odori. In questo caso il tuo migliore amico è il limone, eccellente quando si tratta di eliminare odori spiacevoli. Puoi tagliare l’agrume a metà e strofinare la polpa sulla pentola, lasciare agire il succo per circa 15 minuti e poi risciacquare con acqua calda, oppure puoi bollire all'interno acqua con bucce di limone per 15 minuti insieme a qualche foglia di alloro, un altro prodotto naturale eccellente per assorbire gli odori.
Errori da non commettere per conservare a lungo la terracotta
La buona conservazione delle pentole di terracotta non passa solo dal trattamento di reidratazione iniziale e dal lavaggio corretto, ma anche da tutta una serie di accortezze da avere sia nelle fasi di cottura che quando vai a riporre le stoviglie, e ancora prima quando devi asciugarle le pentole. L'asciugatura, di cui ti abbiamo già parlato, è fondamentale per non rovinare questo materiale: devi lasciare asciugare la terracotta all'aria aperta per almeno una notte (ma anche 24 ore se è molto impregnata di acqua) prima di riporla, poiché assorbe molta umidità e potrebbe formare muffe.

Se vuoi far durare a lungo la tua pentola di coccio, è bene che ti ricordi di seguire anche questi altri consigli:
- non mettere mai la pentola di terracotta direttamente sulla fiamma viva perché il calore diretto potrebbe portare rotture o crepe, utilizza invece appositi spargi fiamma in acciaio che servono a diffondere il calore in maniera graduale;
- non sottoporre le pentole a bruschi sbalzi di temperatura perché il materiale soffre gli shock termici repentini e rischia di creparsi o rompersi;
- non usare mai utensili di metallo con le pentole di terracotta perché rischi di graffiarle, molto meglio i mestoli in legno o quelli in silicone.
Anche il modo in cui riponi le pentole di terracotta influenza fortemente lo stato di conservazione del materiale e contribuisce a mantenerlo intatto nel tempo. Dopo che le stoviglie sono perfettamente asciutte sistemale in un ambiente asciutto, fresco e arieggiato e evita le zone più umide. Se devi impilarle, assicurati di inserire tovaglioli di carta o canovacci tra le pentole per prevenire graffi e rotture, e in generale conservale con il coperchio capovolto o senza coperchio per far "respirare" il materiale, garantire la circolazione dell’aria ed evitare la formazione di muffe.