ingredienti
  • Per la pasta biscotto
  • Zucchero semolato 120 gr • 146 kcal
  • Farina 00 50 gr • 36 kcal
  • Cacao amaro in polvere 40 gr
  • Uova medie 3 • 600 kcal
  • Acqua 1 cucchiaio • 750 kcal
  • Miele 15 gr • 304 kcal
  • Vaniglia 1 baccello • 750 kcal
  • Per il gelato
  • Latte intero 250 ml • 79 kcal
  • Zucchero semolato 75 gr • 146 kcal
  • Panna liquida fresca 50 ml
  • Albumi 1 • 43 kcal
  • Per la meringa
  • Zucchero semolato 250 gr • 146 kcal
  • Acqua 50 ml • 750 kcal
  • Albumi 125 ml • 43 kcal
  • Sale 1 pizzico • 0 kcal
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

L'omelette norvegese, conosciuta anche come omelette surprise nei paesi francofoni o baked Alaska negli anglosassoni, è un dessert particolare e molto celebre nella pasticceria internazionale, in cui si incontrano tre consistenze: il pan di Spagna, il gelato e la meringa. È un dolce a strati che, non a caso, è chiamato anche omelette surprise, perché un guscio di meringa caldo nasconde un cuore di gelato fresco. Un dolce scenografico e squisito, con cui far felici i vostri ospiti: ecco come prepararlo alla perfezione.

Come preparare il Baked Alaska

Per fare il gelato lavate le fragole, eliminate il picciolo e inseritele nel mixer. Frullate per ottenere una polpa omogenea (1). Filtratela con un colino, per trattenere i pezzi più grossi. In un pentolino mettete il latte con lo zucchero e fatelo sciogliere a fiamma molto bassa, mescolando di continuo (2). In una ciotola a parte montate la panna fresca liquida insieme agli albumi: uniteli al latte e portate tutto sul fuoco, senza raggiungere il bollore. Lasciate raffreddare e infine aggiungete la polpa di fragole. Mettete il composto nella gelatiera e ottenete una crema dalla consistenza compatta (3). Trasferite il gelato negli stampi mono porzione, livellando con una spatola e fatelo rassodare in freezer per 4 ore.

Preparate la pasta biscotto al cacao, mescolando con le fruste elettriche i tuorli con metà dose di zucchero, il miele, l'acqua e la vaniglia (4). A parte montate gli albumi a neve insieme al resto dello zucchero (5). Uniteli ai tuorli delicatamente, poi setacciate la farina e il cacao in polvere e amalgamate. Stendete l'impasto su una teglia rivestita di carta da forno e infornate per 6-7 minuti a 200 °C in modalità statica (5). Sfornate, spolverizzate di zucchero la pasta biscotto e lasciatela raffreddare. Ricavate dei dischi da 8 cm di diametro con un coppa pasta e disponeteli su un vassoio. Estraete il gelato dagli stampi e adagiate ciascuna porzione su un disco di pasta biscotto, quindi riportate il tutto in freezer.

Per la meringa, sciogliete lo zucchero in un pentolino con l'acqua a fiamma bassa fino a raggiungere i 120 °C (7). Montate gli albumi a neve e versate subito sopra lo sciroppo di zucchero, continuando a mescolare con le fruste, fino a quando la meringa si sarà del tutto raffreddata (8). Trasferitela in un sac à poche con la punta a stella e spruzzate dei ciuffi di meringa su tutta la superficie dei dolcetti (9). Passateli in forno per massimo 2 minuti, alla massima temperatura, per dorare la meringa.

Consigli

Noi abbiamo preparato il Baked Alaska in maniera del tutto artigianale, compreso il gelato, ma per velocizzare i tempi potete anche utilizzare quello già pronto, del gusto che preferite. Abbiamo realizzato delle piccole mono porzioni, ma naturalmente con la stessa ricetta potete preparare un unica omelette norvegese, da tagliare a fette, per un effetto scenografico davvero molto originale.

Prestate molta attenzione alla preparazione della meringa in cui, i tempi e le temperature sono fondamentali e devono essere rispettati in maniera rigorosa per una buona riuscita. Un altro elemento da controllare è la cottura, che deve essere veloce e a temperatura molto alta, per dorare la meringa, ma senza far sciogliere il gelato.

Storia e varianti

Sulle origini del dolce le narrazioni si dividono: quella più accreditata racconta che, nel 1866, il giornalista Leon Brise, sulle pagine del quotidiano francese Liberté, attribuì a Balzac, chef del Grand Hotel di Parigi, l'invenzione del dolce, datata 1867. Pare infatti che, durante l'Esposizione Universale di Parigi, il cuoco abbia creato il piatto ispirandosi agli esperimenti del conte Benjamin Thompson. Il fisico americano aveva ricoperto di albumi sbattuti un pezzo di formaggio ghiacciato, scoprendo così la capacità di isolante termico della meringa grazie all’aria imprigionata negli albumi durante la sbattitura. sarebbe da attribuire a Thompson, quindi, il merito dell'invenzione di questo dolce, la cui nascita risalirebbe perciò al 1804: lo scienziato lo chiamò "Omelette surprise".

La denominazione Baked Alaska, invece, è attribuita a uno chef del ristorante Delmonico di New York, Charles Ranhofer, che lo chiamò così nel 1867 per festeggiare l’attribuzione dell’Alaska agli Stati Uniti: qui il primo febbraio si festeggia il Baked Alaska day.

Conservazione

Vi consigliamo di conservare il Baked Alaska in freezer e di passarlo in frigo un paio d'ore prima di consumarlo.