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in foto: Foto da Facebook | Νικος Μαινας

In una città perennemente in corsa contro il tempo per essere sempre più all'avanguardia, sempre più alla moda, sempre più multiculturale come Milano, c'è una tradizione che resiste, scalfita nella memoria di tutti i meneghini: quella del panzerotto pugliese.

Questo tipico street food del Mezzogiorno ha un nome e un cognome in Lombardia: Luigi Luini, che oggi compie 90 anni. Chilometriche code dinnanzi alla sua rosticceria dietro Piazza Duomo fin dal 1949, anno in cui i genitori di Luigi rilevano un antico forno del 1888. Il re dei panzerotti pugliesi a Milano dice al Corriere che "la mia fortuna è stata quella di interpretare i gusti e il carattere dei milanesi. I miei genitori arrivarono qui dopo la II Guerra Mondiale".

La storia di Milano passa attraverso lo street food

La gastronomia milanese è figlia diretta della cucina asburgica, quindi non è che ci sia questa grande tradizione sul cibo da strada. La famiglia Luini ha creato un mercato nuovo che ha colpito diritto al cuore di tutti i lombardi. Tantissime generazioni sono passate da questa rosticceria, tra professori, vip, attori, calciatori o semplici studenti ma, assicura Luigi, "nessuno ha mai saltato la coda. Ancora oggi arrivo presto tutte le mattine, avvio il laboratorio e mi ritaglio un posticino in cui sperimentare nuovi prodotti".

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in foto: Luigi Luini | Foto della Regione Lombardia

La ricetta originale dei panzerotti pugliesi è della nonna Giuseppina e Luigi propone ancora oggi quell'antica ricetta scolpita nei ricordi della sua infanzia. Luini ha però capito subito che non poteva limitarsi alla tradizione, l'avrebbe solo soffocata e così, nel corso dei decenni, ha costantemente aggiornato il menu. Oggi in carta ci sono una quindicina di varianti diverse, tutte squisite, tutte che vanno a ruba, per un angolo di Milano indelebile ai piedi della Madonnina.

Sono migliaia i panzerotti che sforna la Rosticceria Luini ancora oggi. Particolarmente in voga tra i turisti e gli universitari vista la comodità e il basso costo, proprio di quest'ultima categoria Luigi ha un ricordo molto significativo: "Durante le contestazioni degli anni ’60 venivano tutti i ragazzi a comprare i panzerotti, prima di andare alle manifestazioni. Tante cose sono cambiate da quel tempo, oggi il prodotto è mangiato davanti alle eleganti vetrine dello shopping".

Un solo rimpianto nella carriera di Luigi Luini: "Abbiamo provato a esportare il brand all'estero, aprendo a Londra una ventina d'anni fa, ma senza la famiglia all'interno della bottega non siamo riusciti a mantenere gli standard di qualità". Questa ossessione per l'eccellenza ha permesso al maestro dei panzerotti di portare avanti l'attività con successo, sia commerciale sia professionale. Nel 1988 gli è stata riconosciuta la più alta onorificenza civile del Comune di Milano, l'Ambrogino d'Oro, e nel 2006 la rosticceria ha avuto il riconoscimento come bottega storica. Oggi la tradizione è portata avanti dalle figlie Emanuela e Cristina, verso la quarta generazione di Luini, sempre nel segno della ricetta di nonna Giuseppina e nelle innovazioni di papà Luigi.